ESCLUSIVA – Repice: “Derby vinto nettamente dall’Inter. Handanovic miracoloso? E’ pagato per parare. Ecco perché feci arrabbiare Mourinho nel 2010”

Il noto radiocronista italiano è stato il grande ospite nel corso della diretta di Passione Inter

di Antonio Siragusano

Ospite a sorpresa intervenuto nel corso della tradizionale diretta delle 19.00 di Passione Inter, questo pomeriggio Francesco Repice ha tenuto compagnia ai numerosi ascoltatori e tifosi nerazzurri. L’esperto e famoso radiocronista ha toccato davvero tanti temi, dal derby stravinto dall’Inter la scorsa domenica contro il Milan, per tornare indietro del tempo e ricordare alcuni episodi dell’anno del Triplete nerazzurro. A seguire ecco le parole del giornalista rilasciate nel corse dell’intervista ai nostri microfoni:

DERBY – “L’Inter più forte ha vinto contro il Milan in maniera abbastanza netta. Le parate di Handanovic? L’Inter gli paga lo stipendio per questo, nulla di strano. Io non vedo cose diverse da quelle che mi aspettavo. Mi aspettavo un’Inter dominante insieme ad Atalanta e Lazio in questa stagione, perché ho imparato che la continuità nel pallone è una cosa importante, quindi se hai lo stesso allenatore per tanti anni di fila è quasi fisiologico che riesca a raggiungere dei risultati. Per me non c’è niente di nuovo, so come lavora Conte perché ho avuto modo di seguirlo in nazionale: difficilmente mollerà l’osso, molto difficilmente”.

Esultanza Inter, Getty Images

CAMPIONATO – “Gruppo scudetto? Chiaro che vedo l’Inter in fuga, ha un vantaggio non trascurabile a questo punto della stagione. L’unica squadra che ritengo credibile dal punto di vista tecnico è ancora la Juventus, perché Atalanta e Lazio sono lontane, perché la Roma non è solida. Quindi l’Inter è sulla carreggiata giusta”.

COSTRUZIONE DI GIOCO – “A me piace vincere le partite, possibilmente al 96′ su autogol dell’avversario e dopo aver subito la partita. Non sono Guardiolista, sono Allegriano tutta la vita. A me piace vincere le partite, ho studiato sistemi tattici, sono stato uno dei primi innamorati di Zeman, dopo Lazio-Fiorentina uscì dallo stadio dicendo di non aver mai visto una squadra giocare a calcio in quel modo. Negli anni mi sono confrontato con lui, nutro stima e rispetto, ma lui non si è evoluto in quel calcio. Ho studiato tanto, ho studiato ad infimi livelli, ma posso garantire che dalla terza categoria alla Champions nessun allenatore disegna numeri negli spogliatoi. Costruzione dal basso? Una roba che non si può guardare, lo puoi fare solo se hai Xavi e Pirlo. Ma considero sciocchi quelli che li vanno a prendere in alto, perché gli danno una grande chance. Se ho Pirlo, Xavi o De Rossi va bene, altrimenti meglio lasciar perdere. Purtroppo lo vedo fare anche a delle squadre che hanno in squadra delle pippe al sugo e vedo cose terrificanti. Per fare questo gioco bisognerebbe spiegare tante cose ai calciatori e sperare che siano dotati tecnicamente di farlo”.

FUTURO CONTE – “Obiettivamente è una roba complicata, la situazione societaria la conosciamo tutti. C’è una barca di soldi in ballo, il privato in Cina non è come in occidente e adesso bisognerà capire chi eventualmente vorrà accollarsi questa spesa. Conte che il prossimo anno va in Champions facendo quello che ha fatto quest’anno la vedo complicata, conoscendolo so che farà delle richieste per avere una squadra competitiva anche in Champions. E’ un allenatore che guadagna 12 milioni di euro l’anno. La fortuna dell’Inter è avere personaggi come Beppe Marotta che sta lavorando tantissimo per la società, poi non dico che diventa più facile, ma diventa meno abissalmente difficile”.

RICORDI – Lo sguardo di Francesco Totti al triplice fischio di Roma-Parma. Il giro del campo di Francesco Totti per Roma-Genoa che non scorderò mai. La partita di Kiev dell’Inter nell’anno del Triplete. Girava un virus a quei tempi ed entrammo tutti con la mascherina, quindi quella partita lì sicuramente. E poi la notte di Dortmund nel 2006 quando Del Piero l’ha messo sotto il sette, meglio di una notte con la Bellucci. Fummo accolti allo stadio con un opuscolo ‘la pizza arrivederci’, una pistola, un mandolino, le solite retoriche. Quando segnarono Grosso e Del Piero… sono sensazioni che augurano a tutti di poter vivere in diretta”. 

José Mourinho, Getty Images

MOURINHO – “Nella partita col Chelsea c’erano stati due o tre episodi nell’area dell’Inter poco chiari. C’era una collega bellissima, ma una donna serissima, che mi disse: ‘No Francesco, fagli tu una domanda a Mourinho un po’ più seria’. E lui risponde: ‘Solo tu potevi farmi quella domanda’, si alza e se ne va. Ma tutto fu per colpa di Laura Gobetti, fu per colpa sua, lì non so resistere quando una gentile signora, irreprensibile, ma era talmente bella che mi ha convinto”.

GIORNALISTA TIFOSO – “Essere dichiaratamente tifoso della Roma? A me ha portato più vantaggi, ci ho pensato molto prima di dirlo. Io non sono nemmeno un tifoso normale, sono un tifoso di curva. Io ancora oggi quando perde la Roma parlo poco, è così, però devi essere sincero. Io sono tifoso di curva e sono orgogliosissimo del mio passato in curva, perché una delle cose che ricordo con maggior commozione, maggior sentimento, tra le esperienze più belle della mia vita. Chi parla male delle curve senza averle vissute è un’idiota, posso dire di conoscere bene quella realtà, è motivo di orgoglio e non ho bisogno di nascondere il mio tifo. Poi se uno è disonesto al microfono si sente”.

GAFFE – “Mi è successo ovviamente, bisogna subito chiedere scusa agli ascoltatori e nei confronti di chi hai sbagliato. Il consiglio è leggere, leggere tutto. La cronaca attraverso la radio necessita di tante parole, il racconto ha bisogno di tante parole, una diversa dall’altra, che riescono a dare un senso a quello che sta avvenendo davanti ai tuoi occhi. I Cucchi e Repice di domani? Molto bravi al microfono in tanti, la mia preferita si chiama Manuela Collazzo ed è una radiocronista di pallavolo, credo che sia mostruosamente brava, purtroppo non vuole fare calcio, ma è un fenomeno”.

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