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Gagliardini fa il “leone in gabbia” alla Sanchez, ma il suo futuro è segnato

Gagliardini fa il “leone in gabbia” alla Sanchez, ma il suo futuro è segnato - immagine 1
L'addio a fine stagione è inevitabile

Pietro Magnani

Deve essere l'aria della Supercoppa Italiana a liberare i "leoni in gabbia" dell'Inter. L'anno scorso fu Sanchez a lamentarsi per il poco minutaggio con Inzaghi, definendosi campione dopo aver deciso la partita all'ultimo secondo contro la Juventus. Stavolta, prima ancora della sfida al Milan, è Gagliardini a fare la voce grossa. Una situazione grottesca se si pensa alle prestazioni del centrocampista contro Monza e, soprattutto, Parma. Come tutti, anche lui si merita il rispetto, ma obbiettivamente servirebbe anche l'umiltà di capire i propri evidentissimi limiti.

Gagliardini fa il “leone in gabbia” alla Sanchez, ma il suo futuro è segnato- immagine 2

Gagliardini infatti ieri nel post partita non le ha mandate a dire, andando apertamente contro l'atteggiamento del tecnico nei suoi confronti: "Penso sia la prima volta di fare 2 partite consecutive con Inzaghi. Io faccio il meglio che posso. Ho 28 anni, mi reputo un professionista e voglio dimostrare ancora tanto, pensando al mio futuro. Vediamo a giugno. Questi 2 anni a livello di minutaggio sono stati molto tosti. Nonostante ciò, quest'anno sono riuscito a crescere soprattutto di testa, ad affrontare i momenti duri quando non giochi. Mi sento più maturo rispetto a qualche anno fa e posso dare molto a livello di esperienza ovunque giocherò".

C'è effettivamente del vero nelle parole di Gagliardini, minutaggio alla mano. Con Conte aveva giocato 1806 minuti nel primo anno e 1229 nel secondo. Con Inzaghi il suo minutaggio la passata stagione è crollato a 641 minuti, mentre in quella attuale è a quota 297 solamente per i tanti infortuni contemporanei a centrocampo. Ma diciamocelo chiaramente: c'è un motivo se Inzaghi vede meno il giocatore. Il tecnico predilige giocatori tecnici e di qualità, che sappiano far girare il pallone. A differenza di Conte, che preferisce giocatori più forti fisicamente.  E la classe non è mai stata il punto forte di Gagliardini, anzi. Se a questo aggiungiamo che quando chiamato in causa non dà quasi nulla alla causa, se non centimetri sulle palle alte, e che il suo rendimento è in calo continuo, il gioco è fatto.

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Inzaghi ha evidentemente capito che il centrocampista non è da Inter e certamente questo sfogo, peraltro evitabilissimo a ridosso di una partita importante come una finale, non migliorerà la sua posizione. Tutti hanno diritto di esternare il proprio malumore. Ma francamente che questo Gagliardini faccia la voce grossa per un addio o un eventuale rinnovo è ai limiti del grottesco. Ad ogni modo, anche senza queste parole del calciatore, il suo futuro a Milano è già segnato da tempo. Sarà infatti il primo della lista tra i giocatori a fine contratto a venire lasciato andare a scadenza.

Gagliardini percepisce 1,6 milioni di euro netti a stagione, 3,2 lordi. Al 30 giugno 2022 era a bilancio per 4,9 milioni complessivi. Considerando anche i vincoli del nuovo Settlement Agreement con la UEFA, i nerazzurri non potranno aumentare il costo squadra nella prossima stagione. Gagliardini sarà quindi il primo slot economico liberato anche in quest'ottica. Non è da escludere che al suo posto si possa inserire Fabbian, che avrebbe una doppia utilità, essendo anche un prodotto del vivaio nerazzurro. Oltre che, ovviamente, molto meno dispendioso a livello di ingaggio e, quasi certamente, più interessante dal punto di vista tecnico.

 

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