L’Inter e una rincorsa lunga dieci anni: nel 2011 l’ultimo trofeo, per il 2021 c’è il sogno Scudetto. Cosa è cambiato nel frattempo?

L’ultimo trionfo è la Coppa Italia 2010-2011 contro il Palermo

di Lorenzo Della Savia
Conte Inter

Antonio Conte dice che ad agosto il progetto dell’Inter si è fermato: ma, a oggi, l’Inter comanda la classifica della Serie A, e, non avendo di mezzo le coppe, è data per favorita per la vittoria finale. Del resto, sarebbe il coronamento di un ciclo che si chiude dopo quello chiuso il 29 maggio 2011: il primo fu il ciclo delle vittorie, mentre questo è il ciclo delle disgrazie, o perlomeno dell’astinenza. Il campionato si concluderà il 23 maggio 2021, quasi dieci anni dopo quella finale di Coppa Italia vinta contro il Palermo che rappresenta l’ultimo trionfo della storia nerazzurra: una stagione di digiuno come (quasi) mai si è vista nella Milano interista, con l’unica eccezione del periodo 1942-1953, dove per undici anni l’Inter non toccò un trofeo. Ci fu una guerra di mezzo, è vero. Oggi c’è una pandemia, anche se non è esattamente lo stesso.

Per il resto, è un’analisi de La Gazzetta dello Sport a mettere la lente d’ingrandimento su un decennio, questo, che per l’Inter poteva andare decisamente meglio, o forse – dopo i fasti ma anche i danni morattiani – non poteva andare altrimenti che così. Con un post 2011 a secco di vittorie, con una gestione-ponte (quella di Thohir, del 2013-2016) per cominciare a risanare i conti e con una gestione cinese, quella di Suning (dal 2016), per uscire definitivamente dal Fair Play Finanziario (2019) e per cercare di imporsi di nuovo in Europa. Per ora i risultati sono così così, e c’è stata – appunto – la pandemia: ma quella c’è stata per tutti.

Suning Inter
Zhang Jindong e Steven Zhang, Getty Images

Tra il 2011 e il 2021 sono stati acquistati 140 calciatori. Alcuni – non molti – si sono rivelati acquisti top (leggasi Lukaku o Lautaro Martinez), mentre altri si sono rivelati autentici flop: Kongogbia, Joao Mario, Nainggolan. Sono stati 440, viceversa, i giocatori venduti: ma nel dato (lordo, e di molto) rientrano anche i giovani della Primavera venduti o svenduti ad altre società, talvolta anche sbagliando. Capitolo ricavi: dai 268 milioni del 2011 si è passati ai 377 milioni del 2019 (ultimo dato significativo, cioè prima del Covid), e questo a fronte di un monte ingaggi che è praticamente sempre lo stesso (145 milioni ieri, 149 milioni oggi).

Questa carrellata di numeri per dire, in sostanza, cosa? Che l’Inter, oggi, in testa al campionato nel bel mezzo del mese di febbraio (non accadeva, guarda caso, da una decina d’anni), raccoglie finalmente i frutti di dieci anni di rincorsa: dieci anni di rapida distruzione e paziente ricostruzione, attraverso tre proprietà, diverse delusioni e qualche progetto tecnico inaugurato e poi accantonato. L’ultimo va avanti da un anno e mezzo, anche se Conte dice che si è fermato: e vincere uno Scudetto – o provarci, almeno – con un progetto fermo potrebbe essere un epilogo niente male.

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