Dopo qualche ora di attesa, il Giudice Sportivo si è espresso in merito ai fattacci del finale di Juventus-Inter 1-1. Tra i vari soggetti sanzionati con giornate di squalifica e multe, uno dei principali protagonisti di quei minuti concitati è stato Romelu Lukaku. Il belga, come confermato dal rapporto redatto dai collaboratori della Procura presenti allo Stadium, è stato più volte bersagliato da ululati di stampo razzista, in particolar modo in occasione del calcio di rigore che ha realizzato al minuto 94.
Dopo la rete, in maniera del tutto scorretta a dispetto di quanto il designatore Rocchi continui a sostenere, l’arbitro Massa ha deciso di sanzionare con un cartellino giallo – il secondo – l’esultanza a suo avviso “provocatoria” con la quale Lukaku ha festeggiato la rete. Appurato l’errore di valutazione del direttore di gara, unito al contesto delicato – per usare un eufemismo – nel quale si stavano verificando quegli attimi concitati, in molti si sarebbero aspettati un ricorso da parte dell’Inter verso la decisione della squalifica per il belga, che lo costringerà a saltare la semifinale di ritorno.
Perché l’Inter ha scelto di non fare ricorso
Come mai, quindi, il club ha scelto di non fare ricorso? Nel regolamento, di fatto non c’è spazio per presentare ricorso su una ammonizione – per quanto seconda, come in questo caso – nemmeno se comminata a seguito di un errore dell’arbitro. Di conseguenza, poiché non ci sarebbero state possibilità di vincere un eventuale ricorso, l’Inter ha preferito non procedere proprio.