Luigi Garlando (GdS): “Sfogo di Conte comprensibile, ma ecco perché e dove ha sbagliato”

Luigi Garlando (GdS): “Sfogo di Conte comprensibile, ma ecco perché e dove ha sbagliato”

L’allenatore nerazzurro ha sbottato dopo la caduta dell’Inter nel secondo tempo della sfida di Champions contro il Borussia Dortmund

di Luca Zuaro

Dopo le parole taglienti rilasciate da Antonio Conte ai microfoni delle emittenti televisive a seguito della brutta rimonta subita dal Borussia Dortmund, c’è stata una conseguente reazione di tutto il mondo del calcio. Alcuni, come Fabio Capello, hanno criticato aspramente questa scelta del mister leccese dicendo che parole di questo tipo possono creare frizioni interne e che i panni sporchi si lavano in famiglia; altri invece sono voluti andare più a fondo nelle dichiarazioni cercando di capire cosa non è andato nel mercato precedente e quali sono le richieste future dell’allenatore.

Che l’Inter stia andando in maniera eccezionale è chiaro a tutti, ma è altrettanto chiaro che il mercato estivo non  è stato completo. Le dichiarazioni di Conte infatti, non sono le dichiarazioni di un bambino viziato che vuole tutto e subito, ma sono quelle di un allenatore che non ha abbastanza materiale sul quale lavorare; nel momento del bisogno si è trovato a dover spremere fino all’ultima goccia i suoi giocatori, tra cui Brozovic e Skriniar che ancora non hanno saltato un minuto. Tutto questo per la ristrettezza della rosa, complici anche gli infortuni; ma anche nei casi in cui la rosa permetteva un ricambio, questo non era di qualità e non era in grado di garantire le stesse funzioni dei titolari. Di conseguenza l’allenatore si è trovato di fronte ad un bivio nel quale ha sempre scelto la via che portava all’affidabilità dei titolari. Questo discorso è riportato anche da Luigi Garlando nella sua analisi delle dichiarazioni fornita a La Gazzetta dello Sport: “Che Antonio Conte stia facendo molto bene è palese. Che gli manchino giocatori altrettanto: da 2 a 4” continuando poi: “Conte vede l‘Inter che cresce bene e si chiede cosa avrebbe potuto fare (subito) con i rinforzi promessi in estate, contro un Napoli in crisi e una Juve umana. Da qui nasce la febbre e lo sfogo di Dortmund“.

Dall’altro lato ci sono però, ovviamente, anche i risvolti negativi di quelle parole forti. Comunicare in eurovisione che si sono fatti degli errori di valutazione e che sotto alcuni punti di vista non avrebbe dovuto fidarsi della dirigenza, mettere sotto i riflettori quest’ultima rendendola vulnerabile anche agli attacchi esterni. Dirigenza che comunque, dopo anni di fair play finanziario, ha sborsato 170 milioni di euro in una sola sessione di mercato senza contare l’investimento fatto proprio per puntare su Antonio Conte. Parole che sono sembrate di circostanza quelle invece su Sensi e Barella, nella speranza che non vadano ad abbattere l’autostima e la personalità dei due ragazzi che fino a questo momento hanno trascinato in molte partite la squadra alla vittoria. Anche questi due discorsi sono stati affrontati da Garlando che si esprime così: “L’Inter ha commesso degli errori sul mercato, ma è anche vero che una diversa distribuzione del tesoro avrebbe attrezzato meglio la squadra” e poi su Sensi e Barella: “Insieme hanno dato spettacolo al Camp Nou. Sono cresciuti in autostima. Quanto li ricaccia indietro una frase in Eurovisione come questa ‘Non ho giocatori importanti e maturi che riescano a gestire. Lo chiedo a Barella e Sensi che vengono da Cagliari e Sassuolo?’ Parole sgraziate“.

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