10 Marzo 2015

Mancini: “Icardi? Deve restare per molti anni. Le prossime tre partite decisive per la Champions. Yaya Touré può arrivare perché…”

Ieri sera Roberto Mancini è stato ospite a Gazzetta Tv, il nuovo canale della rosea in onda sul digitale terrestre. Il tecnico nerazzurro ha toccato tanti temi, a partire dalla permanenza in nerazzurro di Icardi per arrivare al possibile acquisto di Yaya Touré, passando per gli obiettivi futuri di questa Inter, in cui viene nominata spesso la parola scudetto. Queste le sue parole riportate da FcInter1908.it:

Chi te l’ha fatta fare di prendere l’Inter adesso? “Non lo so (ride.ndr). E’ stata una questione di affetto e riconoscenza per i tanti anni passati all’Inter”.

Mai pensato al triplete con rimorso? “No, io credo nel destino. Doveva andare così”.

Chi ti ha fatto arrabbiare di più tra Osvaldo Balotelli e Tevez? “Osvaldo non lo conosco bene. Non capisco neanche il perché di quello che è successo. Poi si è scusato e quindi nessun problema. A Mario voglio bene, anche se mi ha fatto arrabbiare. Con Tevez il problema di Monaco poi abbiamo vinto insieme”.

Credi che arriverai terzo? “Saranno decisive le prossime tre partite per la Champions”.

E’ verosimile parlare di scudetto per l’anno prossimo. Cosa ti fa credere nel titolo? “I giocatori lavorano bene, fanno errori e ne faranno ancora ma la squadra è migliorata in mentalità e ha fatto progressi nel gioco. Preparando una base solida con innesti anche quelli che ci sono potranno lottare per lo scudetto”.

Qual è l’aspetto sul quale ha lavorato di più? “Dare maggior confidenza alla squadra. Era una squadra giù di morale, normale quando non vengono i risultati. Ma è la prima volta che ho trovato ragazzi che si sono messi a disposizione totalmente e quindi migliorano. Difficile quando si gioca ogni tre giorni e quando non hai fatto con loro la preparazione. E’ successo tutto in breve tempo. Dare confidenza alla squadra è stato bello”.

A San Siro, contro il Genoa il primo vero cambio di mentalità? “Io l’ho pagato Perin (ride Mancini, ospite in studio c’è il portiere del Genoa. ndr)”.

L’involuzione di Juan Jesus come te la spieghi, sembra lui l’anello debole ora? “Diciamo che siamo un po’ naif come difesa. Ma ci stiamo lavorando. Non credo sia facile passare dalla difesa a cinque a qiattrp, serve tempo, gli spazi si allargano. Commettiamo errori, una volta l’uno una volta l’altro. A volte però se il centrocampo non copre la difesa va in difficoltà. Per me Ranocchia ieri ha fatto una grande partita e spero che tutti i difensori migliorino insieme”.

Richards? “Quattro anni al City con me è stato. Abbiamo provato a prenderlo, la Fiorentina sembrava disposta, poi non siamo riusciti a farlo”.

Come vivi l’attesa del prossimo mercato? “E’ un punto interrogativo, vedremo quello che accadrà. Io sono convinto che potremo fare cose buone e prenderemo giocatori che faranno fare il salto di qualità ai giocatori che sono già qui”.

Bolingbroke le ha dato carta bianca? “E ma ci siamo scordati la penna (ride. ndr)”.

Perin lo prende l’Inter? “Perin somiglia a Zenga, vero?”.

Icardi resta o no? “Io sono d’accordo con chi dice che debba restare. Credo che lo farà per tanti anni. I primi tempi abbiamo avuto difficoltà. Migliora settimana dopo settimana e negli ultimi due mesi è migliorato molto. Sta migliorando molto e sono contento. Sfrontato come me? No (ride.ndr). Ci sta mettendo impegno. Abbiamo parlato, gli ho detto che doveva migliorare fuori area e il gioco per la squadra e secondo me lui lo ha fatto”.

Lei li usa i social’ “Si, da un po’ li uso”.

Qual è il suo segreto, è tornato bello come prima, matura senza invecchiare, ha serenità e saggezza, cosa ti è successo in Inghilterra? “Rispetto a noi italiani prendono il calcio con tranquillità e non fanno della sconfitta un dramma. Poi c’è un’altra gara e ci si può rifare. E’ stata una bella esperienza che mi è servita molto. Fa talmente freddo in Inghilterra che ti congeli quindi resti più giovane”.

Che titolo daresti alla Gazzetta? “Quello centrale alla Juve che stasera se vince fa finire il campionato. E allora più giù possiamo dire che l’Inter dice di aspettare: ‘L’anno prossimo ci saremo anche noi'”.

Il momento più difficile della tua carriera? “Credo che quando uno fa questo lavoro gli esoneri li mette in conto. Ci passano tutti, da momenti felici e difficili”.

Santon che torna e gioca bene, Balotelli che fa bene “Mario ha un talento straordinario e ha perso un po’ di tempo negli ultimi anni, spero che abbia nla forza e il carattere per poter tornare ad essere quello che era. E’ in un grande club e può riuscirci. Santon viene dall’Inghilterra ed è molto più forte e molto più tranquillo e sta giocando per sei-sette partite di fila dopo un periodo di stop di nove mesi”.

Perché i quotidiani inglesi ammirano Van Gaal che sta facendo malissimo? “Non lo so. Bisogna aspettare la fine del campionato. Non ha speso pochi pound, ma credo che anche lui ha bisogno di tempo. Quella in FA Cup è una brutta sconfitta. Ma è una bella competizione che regale sorprese a volte”.

Più facile spendere gli emiri che Thohir? “Il primo anno al City abbiamo posto le basi. Il Manchester era una squadra che lottava per il decimo e quindicesimo posto, aveva bisogno di giocatori di qualità e se oggi è ancora lì per i primi posti con la nostra stessa squadra abbiamo preso giocatori buoni quindi”.

Yaya Toure potrebbe garantirti qualità anche in difesa. Può venire davvero… “Ha giocato in tutti i campionati anche in Russia e Belgio. Non ha giocato in Germania e in Italia. Se lui come sembra vorrà fare un’esperienza in Italia ci potrà essere questa possibilità. Non è semplice. Ha 32 anni, ma è integro fisicamente e può giocare in diversi ruoli anche dove si spende meno tipo davanti alla difesa. Lui è un grande giocatore e può giocare con qualsiasi centrocampista”.

Se venisse in Italia l’Inter sarebbe la sua prima scelta quindi, possiamo titolare così? “Questo si”.

Come ha fatto Ferguson a non accorgersi di questo Pogba? “Giocava in Fa cup, era ancora molto giovane. Probabilmente non ci han creduto o non pensavano andasse così. Lo stavamo prendendo al City, si vedeva che era giovane, mi somigliava a Vieira. Ma in Premier hanno perso anche giocatori come Pique”.

A quanti anni si diventa allenatore? “Ci devi essere portato e i primi anni sono difficili per tutti. Sono difficoltà per tutti, si inizia e se non hai appoggio del club fai degli errori, all’inizio non puoi saper gestire tutto. Poi si impara certo. Io ho iniziato alla Fiorentina, abbiamo vinto la Coppa e siamo arrivati sesti. Inzaghi? Il Milan è un altro tipo di squadra”.

C’è bisogno di dare peso all’esperienza di allenatore, alla sua professionalità. Non si dovrebbe imporre la gavetta? “Non è che non sia d’accordo. Avere esperienza aiuta, ma come in tutti i lavori c’è chi ha meno qualità chi meno. A Pippo Inzaghi è stata data questa possibilità, non poteva dire no”.

Chi scrive sui social, tu o il tuo staff?  “Un po’ e un po'”.

Raccontaci uno scherzo che hai fatto o che ti hanno fatto? “Uno dei primi scherzi a parte della storia. Eravamo a Genoa, in un ristorante genovese. Io Vialli e Dossena. Cade uno specchio durante la cena e a sedere in un tavolo c’era il Mago Otelma, lui si è alzato, ad un altro tavolo c’erano le signore. Disse che a tutti sarebbero arrivati sette anni di disgrazia. Che le donne avrebbero dovuto togliersi le calze e noi la camicia, ma avevamo maglioni e giacche. Era d’accordo con i miei compagni e a loro venne via la camicia. A noi no. E allora ci disse che dovevamo togliere i pantaloni…”.

Anche i tuoi ragazzi non vedono l’ora di allenarsi come Perin? “Lo spero. Anche perché il calcio dura poco. E quella è la parte più bella. Io non vedevo l’ora”. 

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