6 Febbraio 2015

Santon: “L’Inter è casa mia e non sono mai stato tifoso del Milan”

Davide Santon, dopo aver indossato le maglie di Cesena e Newcastle, torna a vestire i colori nerazzurri. Per lui è arrivata subito l’occasione per mettersi in mostra e per recuperare la forma fisica. Gli è toccata la difficile partita di coppa contro gli uomini di Benitez, ma il difensore è stato protagonista di un’ottima prestazione seppure non in condizioni fisiche ottimali. Intervenuto al centro sportivo di Appiano Gentile durante la conferenza stampa, il ragazzo dice la sua in merito alla trattativa che lo ha riportato all’Inter. Ecco le sue parole:

Ci racconti che Santon ritroviamo? “Sicuramente ho più esperienza, perché in 3 anni e mezzo ho fatto circa 100 presenze in Inghilterra. Non giocavo da 9 mesi per un infortunio però sono venuto qua per mettermi in gioco e perché questa la sento casa mia. Sono cresciuto qua, sono contento”.

Ci racconti com’è nata la trattativa con l’Inter? “E’ successo negli ultimi giorni, io ero a casa e mi è arrivata la chiamata di Piero Ausilio. Sono rimasto sorpreso, ma mi sono convinto e dopo due ore l’ho richiamato dicendo sì. C’era la volontà di tutti e ora sono qua”.

Che Inter ritrovi e che idea ti sei fatto dall’esterno? “Ritrovo un gruppo giovane che ha voglia di fare. Al momento mancano i risultati ma anche a Napoli la squadra ha giocato bene. Bisogna migliorare sugli errori, li stiamo pagando eccessivamente. La squadra c’è”.

Il miglior Santon è quello dell’Inter di Mourinho o a Newcastle hai fatto meglio? “Con Mourinho ho avuto un exploit, poi ho avuto problemi vari. Ero giovane, ora sono cresciuto e punto a migliorare. Non devo tornare quello dei tempi di Mourinho, voglio migliorare”.

Come ti sei trovato al San Paolo? Ti senti pronto per domenica? “Sarà il mister a decidere, sono rimasto sorpreso anch’io di giocare. Ma mi sono trovato subito bene. Il Palermo è una delle squadre che sta giocando meglio, se il mister mi schiera cercherò di dare il massimo”.

Ci racconti del giallo del tweet della tua fidanzata? “E’ successo tutto all’ultimo minuto, in due ore, lei viene da Newcastle e c’era confusione. Alla fine anche lei mi ha detto di andare se a chiamarmi era la squadra in cui volevo tornare e dove ero cresciuto. La decisione è stata presa insieme, ora ho una famiglia. Se non fossi voluto venire non sarei qui, invece ci tengo e sono contento”.

Qual è l’immagine della precedente esperienza all’Inter che ti porti dietro? In passato in un’intervista hai parlato del Milan, visto che sei stato tifoso milanista. Ce ne parli? “Non ho mai detto di essere stato tifoso milanista, da bambino simpatizzavo per la squadra di Gullit e Van Basten. Ma non ho mai detto di essere tifoso milanista. Io l’Inter l’ho sempre rispettata e sempre lo farò. Ci tengo a dirlo, tanti mi descrivono come tifoso milanista. Sono qui e tifo Inter. La passata esperienza è un ricordo positivo, abbiamo vinto tanto poi è arrivata una situazione di mercato e insieme ai dirigenti abbiamo deciso che era il momento di cambiare. Ma sono contento del mio ritorno”.

Che Mancini hai ritrovato dopo la prima volta? Hai avuto al tre chance di tornare in Italia prima? “A Mourinho devo tutto perché mi ha dato fiducia e la possibilità di dimostrare chi sono. Ero in Primavera quando Mancini era qui, quando è andato via sono passato in prima squadra. L’ho incontrato però in Premier League nella partita contro il City. Ora l’ho visto sereno, ha voglia di vincere e lo sta trasmettendo alla squadra. In passato c’è stata qualche voce sulla Rroma, ma mai nulla di concreto. Nessuno mi ha mai chiamato”.

Chi è il terzino sinistro più forte al mondo? “Ce ne sono diversi. Se devo fare un nome di un giovane dico Alaba, poi Jordi Alba, ce ne sono tanti. Di certo in questo momento non sono io, ma spero di esserlo, è un obiettivo che ogni giocatore deve porsi”.

Dopo 3 anni ti senti ancora più jolly o sei terzino sinistro? “Posso giocare su entrambe le fasce, a Newcastle ho giocato a destra e a sinistra, talvolta anche a centrocampo. Ci sono 3-4 ruoli che posso fare, ma sarà il mister a decidere. Io devo solo essere pronto”.

All’epoca tu e Balotelli eravate considerati gemelli. Lo senti ancora? “Sì ci sentiamo, ci siamo incontrati quest’anno in occasione della partita contro il Liverpool. Siamo esplosi insieme, lui ha avuto problemi ma questo è il passato. Mario saprà reagire, è forte e sarà il campo che parlerà. E’ quello che conta di più. Lui in Italia? Non lo so, non sono un direttore sportivo o un procuratore, sarà lui a decidere”.

Un’Inter-Palermo di qualche anno fa ti ha visto in una serata difficile. Si dice che avessi pianto negli spogliatoi. Può essere uno spunto per tornare in campionato? “Sì, voglio riscattarmi. Sono entrato nel secondo tempo, non giocavo da un po’. Ma voglio dimenticarla, se domenica giocherò non penserò a quella partita, sarà diversa e io sarò diverso. Neanche ci penso”.

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