Scariolo: “Inter, a Madrid la gioia più grande, feci i salti mortali per vederla. Quest’anno squadra completa, giù il cappello per Spalletti”

Il ct della nazionale spagnola di basket è un tifosissimo nerazzurro

di Antonio Siragusano

Tra gli illustri tifosi dell’Inter provenienti dal mondo dello sport, non ha mai nascosto la sua passione nerazzurra il ct della nazionale spagnola di basket, Sergio Scariolo. Da poco entrato a far parte dello staff di coach Nurse nei Toronto Raptors, l’allenatore italiano è stato intervistato quest’oggi da La Gazzetta dello Sport, per parlare proprio del derby della Madonnina, in virtù della sua folle fede interista.

Da dove nasce la sua passione?
“Mio zio era un grande tifoso. Mi sono innamorato grazie all’eco della Grande Inter, anche se le prime partite di cui ho un ricordo sono il k.o. in finale di Coppa Campioni del ’67 e quel Mantova-Inter con la ‘papera’ di Sarti. La prima volta a San Siro fu per Inter-Juve, accompagnato da mio cugino, bianconero: vincemmo 2-0 con un grandissimo Jair. L’ultima nel 2014. Ero in tribuna con Nicola Berti: pari nel derby”.

Il campione a cui è più legato?
“Mazzola, idolo assoluto”.

La gioia più grande?
“La Champions vinta a Madrid con un viaggio da pazzi. Allenamento con il Khimki al mattino, volo dalla Russia, via Parigi. Arrivo, partita, trionfo e si riparte: prima in moto per uscire dalla zona off-limits attorno al Bernabeu e poi in macchina all’aeroporto. Giusto in tempo per gara-1 delle semifinali di Superlega russa, il giorno dopo”.

La Champions è iniziata alla grande: due vittorie sue due.
“Ho visto l’ultima mezz’ora contro il Tottenham, la parte migliore. La squadra di quest’anno è completa. Premetto che odio quando si pontifica di calcio come se tutti fossero laureati a Coverciano. Se un calciatore o un allenatore si mettessero a giudicare il lavoro degli altri senza conoscerlo, non sarebbe ingiusto? Da tifoso e con rispetto dico che tenere Rafinha e Cancelo sarebbe stato bello ma evidentemente non è stato possibile. C’è Lautaro, però: potenziale fuoriclasse”.

Di Spalletti, da allenatore, che opinione ha?
“Ha tenuto le mani sul volante quando le cose non andavano bene, non ha cercato alibi facendo quadrato con squadra e società. Giù il cappello: non sempre i desideri dei tecnici possono essere esauditi eppure lui ha pensato al collettivo”.

Meglio Icardi o Higuain?
“Higuain è fortissimo ma forse ha già toccato il suo massimo. Icardi può crescere ancora”.

A chi invierà il primo messaggio il giorno dopo?
“Spero anzitutto di non riceverne, non sarebbe un buon segno… Dovesse andar bene scriverei subito a Fabrizio Frates: è sempre molto puntuale a scrivermi quando il Milan vince”.

A Toronto con chi parla di calcio?
“C’è molto interesse per il “soccer”. Giovinco è una star. Ora che Mancini lo ha convocato in Nazionale ha una scusa in più per venirmi a trovare…”.

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