Siqueira si racconta: “All’Inter faticavo a parlare con la mia famiglia. Ritirato giovane? Il dolore alla caviglia mi tormentava”

L’ex terzino di Inter e Atletico Madrid ha ricordato alcuni momenti della sua carriera

di Simone Frizza, @simon29_

All’Inter è stato solamente di passaggio, non avendo calcato il campo nemmeno una volta in gare ufficiali. Gran parte della sua carriera l’ha invece trascorsa al Granada, club col quale ha totalizzato ben 104 presenze, per poi trasferirsi all’Atletico Madrid, nel quale ne ha invece accumulate 26. Guilherme Siqueira, ritiratosi dal calcio a soli 32 anni, ha parlato in un’intervista rilasciata ad As, nella quale ha spiegato anche il motivo di questa scelta.

RITIRO A 32 ANNI – “Sì, ero giovane ma l’infortunio che avevo non mi ha permesso di continuare a giocare. Ho avuto tanto dolore alla caviglia, ho sofferto così tanto… I compagni, i dottori, i medici che sono stati con me nelle varie squadre sanno cosa dovevo fare per arrivare alla domenica, per essere in grado di allenarmi. Per un anno, un anno e mezzo, ho dovuto convivere con molta sofferenza. Ho smesso di godermi lo sport, di fare il mio calcio, di essere quello che ero perché pensavo solo della mia caviglia. Ho lasciato il calcio con tranquillità e consapevole di aver provato di tutto per tornare, ma non era possibile”.

DECISIONE COMPLICATA? – “Ero in un momento importante della mia carriera, in squadre importanti. Ma una volta che la caviglia ha iniziato a farmi male, i benefici diminuivano, così come le prestazioni, il dolore aumentava e non mi sentivo a mio agio, quindi ho dovuto prendere una decisione. La mia famiglia, le persone più vicine, mi hanno aiutato molto. Da quando l’ho presa sono più calmo e, soprattutto, la mia caviglia non fa male come prima”.

PERIODO ALL’INTER – “Non è facile per un giovane lasciare il suo paese. Inoltre, il momento in cui ho lasciato non è uguale ad oggi, a livello di tecnologia. Al tempo era tutto più difficile, parlare con la mia famiglia, gli amici. Ma ero molto concentrato su quello che volevo e, alla fine, il calcio mi ha dato cose meravigliose. Sono stato testato all’Inter per un anno ed è qui che tutto iniziò. Sono stati sette anni in Italia di buon apprendimento, che mi sono serviti molto quando sono arrivato in Spagna”.

COSA FA ORA – “Abbiamo aperto un ufficio in Brasile con You First, la mia agenzia di rappresentanza dal 2010, e Savio Bortolini. Sono felice dell’opportunità, ho molte responsabilità, ma sono preparato”.

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