Wesley Sneijder torna a parlare dell’Inter e lo fa in vista di due appuntamenti cruciali per i nerazzurri. L’ex centrocampista ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ha condiviso ricordi del passato e valutazioni sul presente della squadra guidata da Chivu.

L’olandese ha raccontato un aneddoto sulla convivenza con l’attuale allenatore nerazzurro: “All’Inter eravamo in stanza insieme. Lui parlava sempre di calcio o con la moglie: non molto divertente… Ma ho capito che sarebbe diventato un grande tecnico”. Parole che testimoniano come già allora emergesse la vocazione di Chivu per la panchina.

Sul doppio confronto ravvicinato contro Napoli e Real Madrid, Sneijder ha le idee chiare: “Prima del Bernabeu meglio giocare contro una big italiana come il Napoli: nelle due partite bisogna essere tutti al 100% e mandare un messaggio al mondo. Con due buoni risultati, l’Inter dimostrerebbe che può rivincere il campionato e andare fino in fondo in Champions“.

Inevitabile il confronto con il Triplete: “Dopo sedici anni non c’è ancora stata una squadra uguale alla nostra: avevamo tutto, veramente tutto! Penso che non ci sia un giocatore di questa Inter che avrebbe potuto giocare nella nostra. Lautaro al posto mio? Non scherziamo…”, ha dichiarato con una risata.

Un passaggio è dedicato a Denzel Dumfries, suo connazionale: “È facile capire la sua scelta, se ti chiama il Real tu rispondi… Ci sono anche altri terzini destri di valore a Madrid e Denzel deve essere ancora più bravo rispetto a quanto è stato finora. Lui, però, ha qualità e sa che cosa significa giocare partite di altissimo livello: questo è merito dell’Inter“.

Infine, una riflessione sull’addio di Ausilio: “Non so perché sia successo. Piero è un bravo dirigente, mi ha aiutato dall’inizio. Potevo sempre chiamarlo e, quindi, per l’Inter da ora sarà un po’ strano senza di lui”.