CHE FINE HA FATTO – Ze Elias, dai guai ai trofei, ma con l’Inter sempre nel cuore

Il centrocampista brasiliano ha vissuto in nerazzurro gli anni più belli della sua carriera, mettendo a segno anche gol pesanti nella cavalcata Uefa 1998

di Pasquale Formisano, @Formigoal

Campioni, meteore, mancate promesse e tanto altro: la storia dell’Inter è ricca di profili che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato la propria impronta. Ogni squadra ha il suo Pelé brasiliano, ma non è escluso che possa avere anche il Pelé portoghese. La rubrica “Che fine ha fatto?” di Passioneinter.com rivela qual è stato il destino di chi è riuscito a lasciare la sua traccia e di chi invece è passato inosservato. Oggi è il turno di Josè Ze Elias.

Centrocampista brasiliano classe 1996, Ze Elias comincia a giocare a pallone in patria, facendo gli esordi con il Corinthians giovanissimo, all’età di 17 anni.

PRIMA DELL’INTER – Non è facile farsi notare in Brasile in quegli anni, di talenti in giro ce ne sono tantissimi, la nazionale carioca ha rialzato la coppa del Mondo nel 1994 con gente come Bebeto e Romario e, tra gli eroi della spedizione, spunta anche un ragazzino coetaneo di Ze Elias, che farà molto parlare del suo modo di puntare gli avversari con dei doppi passi alla velocità della luce. Josè si consola conquistando un posto nella nazionale olimpica, con cui si aggiudica la medaglia di bronzo ad Atlanta 96. Si prospetta quindi il passaggio nel vecchio continente, che si concretizza con l’offerta del Bayer Leverkusen e poi, dopo una sola annata in Germania, con l’approdo in nerazzurro.

ALL’INTER – Non è il solo brasiliano ad arrivare all’ombra del Duomo nell’estate del 1997: quel suo coetaneo del ’76 che era stato capace di prendersi la convocazione in nazionale prima di tutti è diventato la stella del calcio mondiale e proprio in quel Luglio è passato dal Barcellona all’Inter per la cifra record di 48 miliardi di lire. Il rapporto di Ronaldo con tutti i suoi compagni, Ze Elias incluso, è idilliaco: tutti lo stimano, tutti ne parlano bene e lui, dal suo canto, non è mai arrogante con i componenti della squadra. Sarà un 1998 fantastico, con lo scudetto che sfuma soltanto per vicende che oramai conoscono tutti e con la fantastica cavalcata in Coppa Uefa, conclusasi nella finale del 6 maggio di Parigi con la vittoria sulla Lazio. Ze Elias veste un ruolo importante nelle sfide di Coppa della squadra di Simoni, segnando anche due gol importani, all’esordio contro il Neuchatel Xamax e nella semifinale di andata contro lo Spartak Mosca, che permette ai nerazzurri di conquistare la vittoria in pieno recupero.

 

DOPO L’INTER – La seconda stagione nerazzurra, soprattutto dopo l’addio di Simoni, non è esaltante come la prima, e nell’estate del 1999 Ze Elias lascia l’Inter, anche a causa dell’arrivo di Marcello Lippi in panchina. Per lui ci saranno altre due esperienze italiane, prima al Bologna e poi al Genoa, poi l’addio all’Italia e l’addio al calcio giocato nel 2008, restando però legato con filo diretto all’Inter di Moratti e svolgendo il ruolo di osservatore per la squadra nerazzurra.

CHE FINE HA FATTO – Nel 2011 inizia il periodo più critico della sua vita: a causa del mancato pagamento per un lungo periodo all’ex moglie degli alimenti per i figli (circa 12mila euro), viene arrestato e tenuto nel distretto penitenziario di San Paolo. Tempo dopo viene intervistato in un episodio speciale di “Fantastico”, in cui racconta tutti i suoi problemi e spiega che non ha i soldi per poter pagare gli alimenti, chiedendo così anche la revisione del debito oltre alla scarcerazione. “L’accordo è stato siglato quando giocavo nel Santos, ma oggi non è più così.  Tu giocavi nell’Inter, mi dicono, ma io non guadagnavo i soldi di Baggio o Ronaldo – spiega nell’intervista – un giorno il calcio ti dà tutto, e il giorno dopo non hai più nulla, e la vita cambia improvvisamente.” Attualmente lavora come opinionista televisivo per l’emittente statunitense ESPN, mentre attraverso i principali social network, tra cui Twitter, continua a seguire le vicende interiste, commentando spesso i match e interagendo con cortesia e gentilezza con tutti i tifosi che, nonostante il passare degli anni, non lo hanno mai dimenticato.

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