L’indagine della Procura sulla questione arbitrale si avvia verso l’archiviazione. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto ai microfoni del podcast del quotidiano per commentare la vicenda che coinvolge Gianluca Rocchi, designatore arbitrale finito al centro di un’inchiesta.

Il giornalista ha ricostruito la situazione processuale: l’aggiunto Ielo aveva chiesto l’archiviazione, mentre il pm Ascione si è opposto. Il 16 luglio è prevista un’udienza a Roma con la Corte Europea. Zazzaroni ha espresso preoccupazione per i tempi dell’inchiesta: lasciare una persona in questa condizione dopo tre mesi risulta incomprensibile per un professionista. Secondo il direttore, chi indaga dovrebbe decidere se rinviare a giudizio o archiviare, permettendo all’interessato di chiarire la propria posizione.

Il giornalista ha dichiarato di aver sentito personalmente Rocchi, descrivendolo provato dalla situazione. Il designatore sarebbe consapevole della propria innocenza e di non aver favorito nessuno. Zazzaroni ha ribadito di non volersi sostituire ai giudici, ma ha chiesto che venga formulato un verdetto definitivo, permettendo al diretto interessato di difendersi o di vedere riconosciuta la propria estraneità ai fatti.

Quanto alle motivazioni dell’indagine, il direttore ha spiegato che le intercettazioni avrebbero destato sospetti, ma senza portare prove concrete di vantaggi illeciti. Ha ricordato che l’Inter non vinse nulla in quella stagione, elemento che smentisce eventuali favoritismi. Zazzaroni ha inoltre precisato la propria posizione, respingendo le accuse di parzialità e rivendicando un approccio basato sui fatti e sulla conoscenza diretta della persona coinvolta.