FOCUS – Puntare sui giovani

FOCUS – Puntare sui giovani

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Investire sui giovani: è questa la speranza per un futuro migliore per la nostra società, per un mondo del lavoro con minore disoccupazione, per cercare di attenuare una crisi che ha ormai coinvolto tutti i settori. Proprio tutti, nessuno escluso, certo se parliamo di crisi del mondo del calcio, si rischiano denunce da chi non riesce ad arrivare a fine mese e che ha dei problemi veri e che sorriderebbe pensando che tale crisi si traduce in stipendi che passano da 8 mln di euro a 5, o in scelte tra il comprare Tizio piuttosto che il più affermato Caio.

I segnali della “crisi” sono ancora più evidente se si pensa al repentino ridimensionamento del presidente Massimo Moratti, il quale ha sempre investito somme ingenti per portare la sua Inter in cima al mondo (riuscendoci di recente) e che ora tira la cinghia in vista del tanto paventato fair play finanziario. La strategia nerazzurra per il futuro sembra chiara, senza l’assenza però di qualche piccola ombra:

1) Puntare sui giovani, prevalentemente quelli del proprio vivaio, perchè te li ritrovi in casa e quindi non ti costano niente, magari poi hai la fortuna che ti diventano campioni e puoi decidere di tenerli e costruirci la squadra del futuro, o venderli investendo la somma ricavata. Tale ultima strada è stata quella praticata ad esempio per Mario Balotelli, talentissimo sbocciato nella primavera nerazzurra e impostosi anche nella prima squadra, prima che le sue intemperanze e il disamore per la squadra nerazzurra portassero ad una cessione discussa e mai del tutto accettata, tanto da portare lo stesso Moratti a parlare di un suo possibile ritorno in futuro.

2) Puntare sui giovani perchè in passato tanti errori sono stati fatti, troppe volte non si è creduto nei propri prodotti fatti in casa, che sono emigrati altrove, affermandosi in maniera più o meno convincente: emblematico il caso di Pandev, ceduto e poi riacquistato, Destro, ceduto troppo in fretta e ora oggetto del desiderio di mezza serie A.

3) Puntare sui giovani perchè la squadra è a corto di motivazioni e le nuove generazioni, a fronte di una carenza di esperienza, magari di cattiveria e di abitudine a grandi palcoscenici, sicuramente non mancano di voglia e di fame.

4) Puntare sui giovani perchè con i giovani il Barcellona ha costruito la squadra più forte di tutti i tempi, li ha aspettati e ha raccolto risultati positivi che non cesseranno di certo a breve

5) Puntare sui giovani perchè l’Inter ha un’età media non al passo con la media delle squadre europee, troppi over 30, ormai logorati da una carriera ricca di successi e di soddisfazioni.

Puntare sui giovani però richiede anche tanta pazienza, bisogna saperli aspettare, dosarli al meglio, non lanciarli subito nella mischia ma neanche utilizzarli come scaldapanchina, dargli fiducia utilizzando con equilibrio bastone e carota, pensare insomma che quei giovani se gestiti al meglio, potranno essere i grandi pilastri della squadra futura, le fondamenta per aprire un ciclo. Per costruire tale macchina però è necessario tempo, una mentalità che non si basi sul “tutto e subito” ma che sia paziente, un approccio nè troppo morbido, che porti la società a puntare ostinatamente su un giocatore che ha dato troppi segnali negativi, nè troppo rigido, quindi comprensivo della dimensione del giovane, dei possibili e inevitabili passaggi a vuoto. E’ necessario soprattutto in società avere degli abili osservatori, capaci di scandagliare ogni angolo del globo per scovare i talenti del futuro, abili uomini mercato perchè i giovani forti costano ovunque e bisogna cercare di trattare quanto più possibile sul prezzo.

Manca proprio la mentalità e non solo all’Inter ma qui in Italia, un giovane che sbaglia è subito additato come un brocco, uno che ti ha fatto perdere la partita, uno che verrà ricordato solo per quell’errore e mai per le altre duecento prestazioni positive.

Per attuare una così radicale trasformazione però è necessario coraggio, bisogna saper rischiare, bisogna magari mettere in conto che oggi ti andrà male, che magari passerai una stagione un pò anonima ma che sarà servita come vetrina e bagaglio di esperienza fondamentale per i tuoi giovani. Quella stagione a vuoto avrà permesso di oliare i meccanismi che in futuro porteranno a stagioni ben più convincenti, ma affinchè si verifichi tutto questo, è ovvio che i giovani a tua disposizione devono essere validi. Infatti non tutti “riusciranno” ma se la tua mentalità di club cambia, dai pulcini alla prima squadra, i risultati si vedranno perchè il Barcellona, fino a prova contraria, è una società composta da uno staff di umani, forse più furbi di noi. Certo magari non si dispone di tutti quei soldi ma fare anche solo la metà di quanto avviene lì porta sicuramente ad un futuro radioso. Infine e non per ordine di importanza, si pone un altro problema: se metti a disposizione del tuo allenatore molti giovani, non puoi pretendere che subito egli trovi la formula per amalgamare al meglio il tutto. Devi avere coraggio anche lì, accettando qualche scoppola e qualche passaggio a vuoto. Se poi vuoi azzerare tutto e ripartire con una nuova sfida e ti affidi ad un allenatore giovane, magari con poca esperienza, non puoi volere da subito la formula magica, anche se sei nell’Inter e contano solo i risultati, se vuoi impostare un lavoro a lungo termine che porti i frutti per un lungo periodo devi accettare la sfida portandola a termine fino in fondo, se no sarebbe un pò come volere “la botte piena e la moglie ubriaca”, atteggiamento un pò troppo diffuso in tale periodo storico.

Puntare sui giovani certo, ma se i vecchi sono come un certo quarantenne, tale Javier Zanetti, non sarebbe male averne qualcuno in squadra…

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