Anastasi: “Juve, che errore che hai fatto con Marotta. Storia finita male, ora l’Inter diventerà più forte”

Anastasi: “Juve, che errore che hai fatto con Marotta. Storia finita male, ora l’Inter diventerà più forte”

Nella prossima settimana è previsto l’annuncio ufficiale dell’ingresso dell’ex dirigente della Juventus all’interno della società nerazzurra

di Raffaele Caruso

Pietro Anastasi, ex attaccante di Juventus e Inter, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport in vista della super sfida in programma domani sera a Torino tra bianconeri e nerazzurri: “Chi vince domani? Rischia di più l’Inter, ha tutto da rimetterci e quindi saranno tesi. La mia Juve invece può giocare in scioltezza, male che le vada avrebbe cinque e non più otto punti sul Napoli. L’Inter invece scivolerebbe a meno quattordici… Ciao. Ma poi con Marotta in società arriveranno i campionissimi. Che errore che abbiamo fatto, che errore. Certo, a lui, per la splendida persona che è, auguro il meglio. Però il suo meglio può diventare un grosso problema per noi bianconeri”.

L’amicizia con Marotta: “Io Beppe l’ho conosciuto quand’era ragazzino. Dieci anni lui, diciannove io. Spogliatoio del Varese, primo campionato di Serie A della mia vita. Lui aiutava il nostro magazziniere, si rendeva utile e naturalmente ci stava molto simpatico. Poi ci siamo frequentati in diverse fasi della nostra vita. Nei miei inizi al Varese conobbi pure suo fratello, Salvatore, coetaneo della mia fidanzata dell’epoca, Anna, poi diventata moglie. E con Salvatore e Beppe incontrammo tutta la famiglia Marotta, che viveva nel quartiere Avigno, lo stesso della mia Anna. Beppe era il cucciolo della situazione essendo di nove anni più giovane di me… Quando passai alla Juventus, nel 1968, non troncai il rapporto con Varese, che è tutt’oggi la mia seconda patria dopo Catania. E quindi capitava di incontrarsi al supermercato, per dire. Certo, io ero quello famoso, all’epoca. E quando ho smesso di giocare e quello famoso è pian piano diventato il Beppe, ci siamo poi ritrovati diverse volte al bar degli sportivi, circondati da appassionati di tutte le bandiere”.

Il passaggio all’Inter: “Sono rimasto sconcertato dal suo divorzio dalla Juve. Non mi piace com’è finita la storia… Aveva lavorato così bene… Non si fa così…. Se ci sono rimasto male? Sì perché c’è stima e anche affetto nei suoi confronti. Mi sono interrogato sui motivi, certo, mi sono documentato leggendo e ascoltando le varie spiegazioni. Ma, per la verità, nessuna mi ha convinto: per me un congedo così improvviso è un fulmine a ciel sereno. Fenomeno sempre inspiegabile. E, aggiungo, da tifoso juventino, che abbiamo fatto un piacere a una rivale storica come l’Inter. Perché Marotta la rinforzerà con grandi giocatori, la sua abilità sul mercato è incontestabile”.

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