Felipe Melo: “Ricominciare a vincere è un gran segnale, se non fossi diventato un calciatore…”

Felipe Melo: “Ricominciare a vincere è un gran segnale, se non fossi diventato un calciatore…”

Il centrocampista nerazzurro è tornato indietro con i ricordi ma ha anche commentato l’attuale stagione dell’Inter

IL RACCONTO

“Ho iniziato a giocare nella ‘squadra delle rose’ poi il Flamengo: abbiamo fatto un’amichevole e mi hanno preso loro. Era difficile per me all’inizio perché ci volevano 2 ore di pullman da casa mia per arrivare al campo ed era difficile pagare quei trasporti” descrive così gli albori della sua carriera il centrocampista dell’Inter Felipe Melo ospite della trasmissione ‘I signori del calcio‘ su Sky Sport.
Quindi mio padre, che tante volte faceva il doppio lavoro per arrotondare, lasciava il suo lavoro e mi portava agli allenamenti, Molte volte mangiavo la mia colazione e ne davo un po’ a lui. A dieci anni sei un bambino — ha continuato —, vuoi giocare con gli amici, e mi chiedevo perché facevo quella vita così difficile. Ora do molta importanza a quei sacrifici perché mi rendo conto che arrivare dove sono è difficile. Dopo il Flamengo è arrivato il Cruzeiro dove ho vinto il Triplete, che in Brasile è una cosa pazzesca. Avevo solo 17 anni e per me era tutto nuovo, una squadra nuova, una città nuova. Al Gremio spendevo sempre tutti i soldi, facevo una vita strana ma dopo aver conosciuto mia moglie è nato un altro Felipe Melo. Abbiamo avuto 3 bambini, con lei ho conquistato tutto quello che ho, è parte integrante della mia vita, per me viene prima Dio, poi la mia famiglia. Si dice che dietro un grande uomo c’è una grande donna, io dico che la donna è affianco. Sono così perché così sono cresciuto. Se non fossi diventato un calciatore ha confessato il brasiliano — sarei diventato un assassino perchè vivevo in una delle favelas più pericolose, girava droga e armi, ho lasciato quella vita per andare a lavorare, inseguire un sogno. A volte andavo agli allenamenti e al ritorno qualche mio amico era addirittura morto. Dovevo dire sì al calcio o sì a una vita non bella. E ho detto sì al calcio e sì a una vita diversa. Quando sono con la mia famiglia sono diverso: rido, scherzo, mentre sul campo mi concentro solo sulla maglia per far vincere la società che mi paga. Sono molto felice qui, una squadra che ho voluto fortemente, non tutti avrebbero lasciato quello che ho lasciato al Galatasaray per venire qui. Ho firmato per 3 anni, siamo già migliorati rispetto all’anno scorso, penso davvero che il margine di miglioramento l’anno prossimo sarà grande. Con Felipe Melo in campo abbiamo perso qualche partita ma abbiamo vinto tanto e siamo in lotta per la Champions. Il mio procuratore ha incontrato la società, io sono felice qua e non ci sono problemi, voglio restare qua”. 

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