Cordoba: “Quanto affetto dai tifosi! Ma sono io a dover dire grazie!”

Cordoba: “Quanto affetto dai tifosi! Ma sono io a dover dire grazie!”

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intervista cordoba

Le immagini dei festeggiamenti dopo il derby hanno dato una chiara idea, per chi ancora non lo sapesse, dell’importanza che Cordoba ha e ha avuto sia all’interno degli spogliatoi che nei cuori dei tifosi. Il suo addio dopo 13 anni di Inter porta con sè un tuffo nel passato, nei ricordi, nell’esperienza di un giocatore colombiano arrivato in punta di piedi con la voglia di non essere una parentesi fugace.

All’interno della trasmissione di Inter Channel, Ivan ha ricordato il suo arrivo in Italia, con in mente la figura del presidente di una società come di un despota, verso il quale è difficile addirittura alzare lo sguardo, immagine opposta a quella trovata nella persona di Massimo Moratti, un presidente che è prima uomo e che si atteggia come pari con i suoi dipendenti. Una scoperta che ha convinto il colombiano a ripagare sul campo con ogni sua energia la fiducia e l’affetto che sentiva dal suo “datore di lavoro.” Il giorno dell’arrivo all’Inter rimarrà indelebile nella mente di Cordoba, non solo per l’inizio della “prima parte del sogno” come ha sottolineato lui, ma anche perchè in quelle stesse ore sua moglie gli comunicava l’arrivo, 9 mesi dopo, del primo genito del nuovo difensore interista. La sua vita prendeva forma e da lì in poi sarebbe nata la sua famiglia, non solo a casa, ma anche in campo, dove il vice capitano nerazzurro ha sempre ricevuto l’affetto dei tifosi “a cui vanno tutti i miei ringraziamenti, perchè sono io a dover dire grazie!”, un affetto che a volte ha visto come esagerato, “conosco una ragazza che si è tatuata il mio volto sul polpaccio, fa piacere ma così forse è troppo!”

Inizia ora la seconda parte del sogno, con molta probabilità sempre a tinte nerazzurre, con un ruolo che Ivan già sa ma che non è ancora tempo di comunicare. Un futuro senza Cordoba che però vede già nell’Inter giocatori che faranno grandi i colori nerazzurri: Guarin e Juan, quest’ultimo ancora sconosciuto ai tifosi che però ha ben impressionato l’esperto pari ruolo per il suo carisma e la sua serietà in allenamento. Ora Moratti, presidente buono ma anche capace di grosse strigliate come prima della partenza per il mondiale per club, potrebbe dargli un ruolo di intermediario tra la squadra e la società, cercando di unire così due realtà che a oggi sembrano spesso isolate. Inizia una nuova avventura, nella speranza che Ivan Ramiro Cordoba possa regalare anche in questo suo nuovo compito le stesse gioie donate ai tifosi in campo!

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