Serata di celebrazioni, quella di oggi, al Festival dello Sport di Trento. Sul palco, oggi, sono comparsi diversi dei protagonisti e dei non-protagonisti di quella che fu l’Inter del Triplete. Tra questi, anche Paolo Orlandoni, terzo portiere di quell’annata gloriosa per i colori nerazzurri, che ha ricordato un po’ di aneddoti. A partire dalla sconfitta di Catania, forse uno dei punti di svolta della stagione dell’Inter.

“Fu dura da digerire per molti di noi, Mourinho ce ne disse parecchie e lui era uno che non te le mandava a dire – dichiara l’ex estremo difensore – E’ servito per la bella sterzata di dopo”. Una sterzata culminata con la vittoria nella finale di Champions, e con delle emozioni indescrivibili: “Rivedere ancora adesso quelle immagini crea brividi – commenta Orlandoni – Aneddoti? Ho già minacciato che scriverò un libro… Di quella sera voglio ricordare che una persona che smise di giocare e non disse nulla (Francesco Toldo, ndr). A fine gara mi disse che aveva finito la carriera; abbiamo condiviso per sette anni la camera, posso scriverne tante. Questo dà il valore di una persona che ha dato tanto”.

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