Chivu: “Arsenal più forte, in Italia non siamo abituati”
Le parole del tecnico a fine gara
Con grande lucidità, Cristian Chivu ha cercato di analizzare la sconfitta incassata dalla sua Inter questa sera contro un Arsenal decisamente più forte sotto tanti punti di vista. Ai microfono di Sky Sport, il tecnico nerazzurro ha parlato così del match che complica le chance di qualificazione diretta agli ottavi di finale per i suoi:
LA PARTITA – “Sono stati più forti per intensità e velocità, noi abbiamo fatto una buona prestazione direi nel primo tempo. Gli episodi cambiano anche l’atteggiamento della squadra, poi siamo stati anche sfortunati sul gol su palla inattiva. Nel secondo tempo loro hanno aumentato il loro livello di attenzione e umiltà, noi abbiamo fatto fatica a creare occasioni. Poi hanno anche i cambi giusti per metterti in difficoltà”.
CLASSIFICA – “Dobbiamo aspettare domani e vedere la classifica, poi vedere se basta o non basta una vittoria, non è un problema giocare il playoff. C’è rammarico perché in queste tre partite potevamo ottenere qualcosa in più, non questa sera ma contro Liverpool e Atletico. Penso anche alla nostra crescita dal punto di vista della mentalità, un mese dopo rispetto a quelli che avevamo affrontato. Mi prendo il coraggio e la nostra crescita ultimamente”.
CAMBI – “Abbiamo messo Andy alla fine, ho pensato anche a mettere un 4-3-3, ma mi mancava un po’ la forza tattica. Ce la siamo giocata con tre attaccanti, due sotto la punta. Vero che a destra ci sono mancate azioni individuali e cross, ma nulla da togliere a Luis Henrique che ha fatto una buona gara, così come gli altri ragazzi che dal punto di vista dell’impegno sono stati sul pezzo fino alla fine”.
ARSENAL – “Hanno intensità, attacco all’area in maniera forte, ma non solo per le corse che fanno, anche per la qualità tecnica. Soprattutto quando entrano nell’area, la giocata è sempre giusta, il controllo è sempre giusto. Poi hanno la qualità soprattutto a destra con Saka che nell’uno contro uno ti mette in difficoltà. Abbiamo provato a rimanere in partita, quando vincevamo un duello provavamo a creare qualcosa, ma è anche merito di cos’è questa squadra e della qualità collettiva. Non dico di quello che hanno speso altrimenti divento banale, ma la Premier è un campionato che per intensità è top e noi in Italia non siamo ancora abituati a fare un certo tipo di partite. Io provo a trasmettere quelle che sono determinate giocate, ma non è semplice. Cerchiamo di continuare la nostra crescita grado per grado, avendo la convinzione che le cose che facciamo sono giuste”.