21 Marzo 2026

CF – Zhang Jindong: l’ex numero uno dell’Inter costretto a cedere l’intero patrimonio

L’ex proprietario dell’Inter cede tutti i beni personali per far fronte ai debiti del gruppo Suning.

Zhang Jindong e Steven Zhang, Getty Images

Suning Inter

Il declino finanziario di Zhang Jindong segna uno dei casi più clamorosi nella recente storia dell’imprenditoria cinese. L’ex proprietario dell’Inter e fondatore del gruppo Suning ha visto dissolversi completamente la propria ricchezza personale dopo la complessa ristrutturazione del debito del colosso da lui creato. 

Secondo quanto emerso da fonti locali e come riportato da Calcio e Finanza, il piano di riorganizzazione ha coinvolto decine di società collegate al gruppo, per un valore complessivo che si aggira attorno ai 30 miliardi di euro. Un’operazione imponente che ha richiesto sacrifici senza precedenti da parte dello stesso Zhang, chiamato a rispondere direttamente come garante. 

L’imprenditore – si legge – ha dovuto rinunciare a ogni asset personale: immobili di pregio, investimenti finanziari, quote societarie e persino opere d’arte sono stati ceduti o liquidati per soddisfare i creditori. Il risultato finale è drastico: il patrimonio personale è stato di fatto azzerato. 
 
“Non solo sono state trasferite tutte le sue partecipazioni in 38 società del gruppo, ma anche la quota indiretta del 4,15% in Suning.com e 1,64 miliardi di azioni della stessa società, già oggetto di pegno e congelamento. Oggi, né lui né la moglie risultano titolari di beni liberamente disponibili, con tutti gli asset confluiti in un trust destinato a soddisfare i creditori”.  

Le origini della crisi risalgono agli anni di espansione aggressiva del gruppo. Tra il 2016 e il 2020, Suning aveva raccolto enormi risorse attraverso debito e strumenti finanziari complessi, sostenendo anche operazioni di grande visibilità internazionale come l’ingresso nel calcio europeo. Tuttavia, come sottolineato ancora da Calcio e Finanza, la pandemia ha poi fatto crollare i ricavi e bloccato i finanziamenti, innescando la crisi: “la struttura delle garanzie incrociate si è rivelata insostenibile: tra il 2021 e il 2025, secondo i dati della Borsa di Shenzhen, tutte le sue partecipazioni – inclusa quella del 13,08% in Suning.com e il controllo di Suning Holdings Group – sono state progressivamente liquidate per ripagare i creditori”. 

Oggi, pur non possedendo più ricchezze significative, Zhang conserva ancora un ruolo nella governance della nuova struttura societaria. Una posizione però tutt’altro che solida: il suo futuro all’interno del gruppo dipenderà dalla riuscita del piano di rilancio, conclude Calcio e Finanza.