Calhanoglu: “Obiettivo? Vincere trofei! Dopo l’Inter mi vedo…”
Dopo il gol contro la Roma, Calhanoglu ha parlato in esclusiva a La Repubblica
Protagonista anche fuori dal campo, Hakan Çalhanoğlu ha parlato ai microfoni de La Repubblica dopo il gol contro la Roma. Dai segreti dietro quella rete che ha fatto impazzire i tifosi nerazzurri, agli obiettivi stagionali e anche uno sguardo al recente passato.
Le parole del centrocampista dell’Inter
GOL CONTRO LA ROMA – “Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione. Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio. Ma non è stata la mia rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato», racconta il regista dell’Inter.
Colpa di Svilar? A chi lo critica, do un consiglio: provi lui a stare in porta e vediamo se la para. La palla cambia direzione dopo che il portiere ha spostato il peso. È un effetto che cerco, colpendo da sotto“.
GRUPPO – “Ci confrontiamo spesso nei momenti importanti. Ci siamo detti che dobbiamo dare tutti di più, prenderci più responsabilità. È ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora. Dobbiamo continuare così, e chiudere il prima possibile“.
I giovani ci ascoltano. Hanno capito come funziona qui all’Inter. L’asticella è alta, devi dimostrare sempre. Lautaro? Quando non c’è manca, sia perché segna tanto ed è sempre pericoloso, sia per la personalità. Ma in spogliatoio non c’è solo lui, ci sono anche altri con grande esperienza e carisma. Sommer, Akanji, Acerbi.
COMO – “È una buona squadra, costruita bene. Dovremo stare attenti e fare il nostro gioco. In cosa devo migliorare? Nella gestione del recupero: devo ascoltare il mio corpo, riposarmi quando serve. Fosse per me, mi allenerei sempre, ma non è detto sia una buona idea“.
VIVAI ITALIANI – “Nei settori giovanili deve esserci spazio per i giocatori tecnici. Se c’è talento, non serve essere grandi e grossi. In Germania, dove sono cresciuto, la pensano così. I vivai italiani non li conosco, non mi pronuncio“.
INZAGHI E CHIVU – “Con Simone ho un bellissimo rapporto: mi ha voluto tanto in squadra. Chivu è ancora più empatico, più vicino ai giocatori. Gli interessa come stai fuori dal campo“.
AMBIZIONI – “Il mio obiettivo è vincere trofei importanti con l’Inter. Dopo aver perso due finali di Champions, l’obiettivo è quello. Intanto, c’è il Mondiale con la Turchia”.
TIFOSI – “Il coro ‘Calha lo sai perché…’ mi carica tantissimo. Da straniero è stupendo capire di essere entrato così nel cuore di un popolo. Cerco di ricambiare amore e rispetto dando tutto in campo”.
FUTURO – “Dopo la carriera da calciatore mi immagino più come manager che come allenatore: direttore sportivo, dirigente in federazione o procuratore. Sto già leggendo e studiando per questo”.
NAZIONALE – “Scegliendo la Turchia penso di avere fatto la scelta giusta, seguendo il cuore. Noi ci prepariamo alla Coppa del Mondo per la prima volta dopo 24 anni. Un’emozione enorme, che vivo da capitano. Nella nazionale tedesca di calciatori di origine turca non ce ne saranno.
AZZURRI – “Dopo l’esclusione dal Mondiale li ho abbracciati. Le parole servono a poco in momenti così. Il vero aiuto viene dalla famiglia, dai figli in particolare. Io mi sono tatuato le mani dei miei figli sull’avambraccio, vicino alle due stelle vinte con l’Inter. Prima dell’allenamento li porto a scuola, poi vado a prenderli. Cerco di stare con loro il più possibile“.