Il Napoli ha dimostrato di poter competere con l’Inter, ma la differenza nelle rose è emersa nel momento decisivo. È questa l’analisi di Maurizio De Giovanni, intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli dopo la rimonta subita a San Siro.
Lo scrittore ha evidenziato come la squadra partenopea abbia retto il confronto meglio del previsto contro quella che considera la formazione più forte del campionato. “Pensavo e penso che l’Inter sia in assoluto la squadra più forte, con distacco, del campionato italiano”, ha spiegato De Giovanni, sottolineando come i nerazzurri avessero lasciato in panchina due o tre titolari in vista della trasferta di martedì a Madrid contro il Real in Champions League.
Il punto critico, secondo l’analisi, è stata la gestione del doppio vantaggio. “Io non credo che una squadra che abbia delle ambizioni di vertice possa trovarsi 2-0 al sessantesimo e perdere la partita”, ha osservato. “È una cosa che può succedere a una squadra media, a una squadra piccola. Può succedere al Bologna, può succedere all’Udinese di andare in vantaggio per 2-0 e poi subire il ritorno di una squadra assai più forte”.
La differenza sostanziale è emersa dalle panchine: quando nel Napoli sono entrati Lucca, Neres e Gilmour, nell’Inter sono subentrati Thuram, Bonny e Çalhanoğlu. De Giovanni ha criticato duramente l’impiego di un giocatore inadeguato per quel tipo di confronto, che “nonostante sia quasi due metri, prende un gol di testa sbagliando il tempo dell’intervento in maniera clamorosa”.
L’atteggiamento troppo difensivo nella parte finale ha fatto il resto. La squadra si è abbassata praticamente nell’area piccola, consentendo ai nerazzurri di attaccare in dieci senza più creare pericoli in avanti. Le occasioni per chiudere la partita sono capitate sui piedi sbagliati: “capitano sul piede di Lucca e non di Gabriel Jesus, capitano sul piede di Anguissa e non di McTominay e quindi non riesci a mettere a segno il colpo del KO”.