ESCLUSIVA – Paparesta: “Petto di D’Ambrosio ed evidente fallo di Chiesa, sbaglia anche Fabbri. AIA e Lega, è tempo di cambiare!”

ESCLUSIVA – Paparesta: “Petto di D’Ambrosio ed evidente fallo di Chiesa, sbaglia anche Fabbri. AIA e Lega, è tempo di cambiare!”

La redazione di Passioneinter.com ha contattato in esclusiva Gianluca Paparesta, ex arbitro di calcio e opinionista Tv che vanta più di 130 direzioni nella massima serie italiana per commentare la prestazione di Abisso in Fiorentina-Inter

di Raffaele Caruso

Mettersi alle spalle il pareggio di una squadra avversaria al 101′ di gioco non è certamente facile per nessuna tifoseria e per nessuna squadra. Forse lo è ancora di più se questo arriva in seguito ad una decisione surreale dell’arbitro di gara. Decisamente peggio se, nonostante la possibilità di far ricorso alla tecnologia e nonostante la visione al rallenty permessa dal Var, il fischietto decida comunque di rimanere fermo sulla sua posizione e decida così di rendere vana una prestazione fino a quel minuto sontuosa. E’ questo lo stato d’animo dell’intera tifoseria nerazzurra che dalle 22.34 di ieri non riesce ancora a capacitarsi della scelta di Abisso, protagonista assoluto, ma in negativo, del posticipo serale della 25esima giornata di Serie A che si è giocato ieri sera al Franchi tra Fiorentina e Inter. Per commentare e fare chiarezza sugli episodi centrali del match, la redazione di Passioneinter.com ha contattato in esclusiva Gianluca Paparesta, ex arbitro di calcio e opinionista Tv che vanta più di 130 direzioni nella massima serie italiana.

Gianluca, è inevitabile che il tema più caldo di giornata riguardi l’arbitraggio di Abisso in Fiorentina-Inter. Riavvolgendo il nastro dai primissimi secondi della partita, cerchiamo di fare chiarezza sugli episodi antecedenti al rigore concesso in favore dei viola che hanno richiesto l’intervento del Var. Partiamo dal gol del vantaggio della Fiorentina e l’immediato pareggio di Vecino.

“Sui primi episodi non dobbiamo soffermarci più di tanto, sui fuorigioco ci sono ormai dati e numeri oggettivi che non meritano neppure di essere analizzati. C’è un sistema tecnologico che rileva la posizione addirittura in 3D e quindi riesce poi ad indicare se la posizione di chi segna la rete è regolare oppure no. I primi due gol, anche se sono stati analizzati per diverso tempo, sono assolutamente regolari”.

Ad inizio ripresa viene concesso un rigore in favore dei nerazzurri per un fallo di mano di Edimilson. Decisione corretta? 

Il rigore per l’Inter è solare. Il fallo di mano del giocatore della Fiorentina è evidente, dobbiamo anche ricordare che la palla arriva da più di 20 metri e il giocatore comunque salta in maniera scomposta”.

Nel mezzo c’è anche il 2-3 annullato alla Fiorentina per un fallo di Muriel su D’Ambrosio…

“E’ uno di quegli episodi che si vedono grazie all’utilizzo della Var. Probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto: il fallo del colombiano è netto, quindi è giustissimo annullare il gol. Nonostante ci fossero stati numerosi episodi, io ritengo che fino a quel momento Abisso e Fabbri avevano arbitrato in maniera corretta e avevano analizzato gli episodi in maniera impeccabile secondo regolamento”.

Arriviamo all’episodio clou: è il 95esimo minuto di gioco, Chiesa crossa in area e D’Ambrosio intercetta il pallone. Abisso concede il penalty ma viene richiamato dal Var. Le immagini sembrano parlare chiaro: il nerazzurro la tocca con il petto. Che idea si è fatto su questo episodio? Abisso può essere stato ingannato da una determinata visuale?

Dalla dinamica dell’azione e dalla sua visuale probabilmente Abisso ha visto questo tocco di mano e ha concesso il calcio di rigore. Fabbri si è soffermato a vedere soltanto se D’Ambrosio l’avesse toccata con il braccio o con il petto, e dalle immagini che abbiamo visto tutti quanti senza dubbio il pallone finisce sul petto del nerazzurro, senza concentrarsi sul contatto precedente con Chiesa. Sarebbe stato tutto molto più facile se Fabbri non fosse stato preso anch’egli dalla foga del momento e si fosse soffermato sul fallo dell’esterno viola su D’Ambrosio che è evidente. Purtroppo questo è sfuggito, nel momento in cui si è andato a valutare poi il tocco, come da protocollo Fabbri ha richiamato Abisso e in quel caso l’arbitro di gara ha deciso di rimanere fermo sulla sua decisione, convinto di aver visto bene dalla sua posizione. Non so cosa abbiamo pensato Abisso e cosa gli sia passato dalla mente“.

Può essere che l’andamento e il clima della partita in qualche modo abbia condizionato la scelta di Abisso nel finale?

“Un arbitro deve essere abituato a prendere decisioni che possono anche scontentare il pubblico di casa. Sarebbe un vero e proprio guaio se questo accadesse. Per Abisso è stata forse la sua prima partita di cartello ed è stato sfortunatissimo perché ci sono stati un sacco di episodi. Nell’ultimo, non ha avuto la forza di invertire nuovamente la decisione convinto della volontarietà del fallo di mano”.

Possibile che verrà preso qualche provvedimento contro Abisso?

Questa scelta spetta al designatore che dovrà fare i conti con le motivazioni delle decisioni di Abisso e potrà sapere perché ha optato per questa scelta concedendo il rigore nonostante le immagini parlassero chiare”

Il Var è uno strumento potentissimo che può limitare i danni se usato correttamente. Perché oggi alcuni arbitri rimangono fermi sulle proprie posizioni davanti all’evidenza di certi episodi? Come si può migliorare il tutto?

“E’ auspicabile che l’AIA e la Lega Calcio si dotassero di un sistema di comunicazione come quello che c’è ora con la Uefa per la Champions League che in tempo reale fornisce spiegazioni sulle decisioni arbitrali. Il problema oggi non è Abisso. Il problema è comunicare agli addetti ai lavori, all’ambiente e al sistema calcio perché è stata presa questa decisione. Se si spiega il perché è stata presa, seppur sbagliata, magari tanti di quei veleni vengono eliminati. Se ci si chiude in questo silenzio misterioso non si farà altro che aumentare le polemiche di domenica in domenica. Dobbiamo cercare di utilizzare gli strumenti a disposizione al meglio. Che vengano comunicate le decisioni, attraverso i canali di questi organi, e le spiegazioni”.

Lei ha arbitrato senza l’apporto e l’aiuto tecnologico. Cosa ne pensa del Var? Le avrebbe fatto piacere arbitrare con il supporto della tecnologia?

“Oggi è fondamentale avere il supporto della tecnologia  che ti aiuta a vedere se la palla è entrata oppure no in porta, se la posizione di fuorigioco c’è oppure no.  L’errore potrà continuare ad esserci, anche se diventa più difficile da commettere. Sono favorevole assolutamente all’utilizzo del mezzo tecnologico”.

LA REDAZIONE RINGRAZIA IL SIG. GIANLUCA PAPARESTA PER LA CORTESIA MOSTRATA NEL CORSO DELL’INTERVISTA

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