ESCLUSIVA – Potacqui (Romanzo Calcistico): “Il calcio sa ancora emozionare! Ronaldo era allegria. Recoba? Geniale, ma pigro. Il più romantico dell’Inter…”

ESCLUSIVA – Potacqui (Romanzo Calcistico): “Il calcio sa ancora emozionare! Ronaldo era allegria. Recoba? Geniale, ma pigro. Il più romantico dell’Inter…”

Nell’intervista, parliamo di alcune leggende storiche della Beneamata, che hanno scritto la storia nerazzurra

di Matteo Corona

Il calcio è un raccoglitore di sentimenti ed emozioni, che è in grado di trascinarti e coinvolgerti completamente. Dietro ad ogni successo ed ad ogni sconfitta, come nella vita, ci sono attimi, momenti, ma soprattutto storie da raccontare. I calciatori – essendo esseri umani – sono diversi tra di loro, ognuno arriva al calcio che conta partendo da un percorso specifico, affrontando mille sacrifici. Noi di Passioneinter.com, partendo da questi principi, abbiamo intervistato Gigi Potacqui, il fondatore di Romanzo Calcistico. Ovviamente, nei vari discorsi, si è parlato di alcune leggende dell’Inter.

Romanzo Calcistico è una vera e propria opera d’arte, come è nata l’idea del progetto? 

“Ti ringrazio innanzitutto per i complimenti, anche se opera d’arte forse è esagerato. Romanzo Calcistico nasce quasi quattro anni fa su Facebook per gioco, dall’unione delle mie due più grandi passioni: il calcio e la scrittura, o meglio il racconto. Il fatto che Romanzo Calcistico nel suo piccolo abbia fatto scuola e sia stato fonte d’ispirazione per tanti ragazzi e non solo, è motivo di grande orgoglio. Coinvolgimento delle persone? Non me lo aspettavo, non ero molto serrato in materia social quando ho creato la pagina. Aver portato Romanzo Calcistico ad essere un punto di riferimento per tanti appassionati di calcio, è una soddisfazione enorme. Ricevere tanti attestati di stima via commento e nei messaggi privati – da tutte le parti d’Italia e anche all’estero – per i racconti che scrivo, è davvero gratificante”.

Passiamo al mondo Inter, qual è il calciatore più romantico nella storia nerazzurra? 

“Ce ne sono tanti: da Giuseppe Meazza a Sandro Mazzola, passando per Facchetti, Zanetti, Ronado, Milito… Ma vi sorprenderò dicendovi che ce n’è uno in particolare, che mi ha sempre affascinato guardando i video delle sue giocate e leggendo le storie tramandate: Mariolino Corso. Per le sue foglie morte su punizione, per i suoi calzettoni abbassati, per il suo mancino, per quel suo tocco felpato al limite dell’aria, quasi a voler addormentare l’avversario, per poi infilarsi come un treno in area, cercando un uno-due letale con un compagno, segnando con tocchi di classe sopraffina. Un giocatore affascinante. E poi ha vinto due Coppe Campioni, più romantico di così…”

Qualche tempo fa, hai descritto la figura del Fenomeno, dove lo inserisci nella classifica dei più forti di sempre?

“Sicuramente tra i primissimi. Dico sempre che non si possono fare paragoni tra leggende di epoche diverse, non è nemmeno giusto. Ognuno ha avuto i suoi campioni leggendari. Però Ronaldo è stato qualcosa di speciale. Il Fenomeno mi ha regalato emozioni che nessun altro mi ha mai trasmesso. Un mix tra eccitazione, allegria e adrenalina. Una macchina da guerra, uno così veloce, potente e tecnico non si era mai visto nel calcio fino a quel momento. Il mio idolo romantico è Rui Costa, ma il mio preferito è sicuramente il Fenomeno”.

E poi ci sono due argentini romantici. Il capitano, simbolo di leadership e carisma, ovvero Javier Zanietti. L’altro, un principe meravigliosamente decisivo, Diego Milito. 

“Zanetti ho avuto la fortuna di conoscerlo e di girarci un video per beneficenza a Milano. Quando ho visto i suoi comportamenti, la sua umiltà, ho capito perché è amato e benvoluto da tutti. Un uomo speciale, oltre che una leggenda calcistica. Milito è stato il mio primo amore al fantacalcio, colui che mi ha regalato le gioie fantacalcistiche più grandi, nel famoso anno del contatto depositato dal Genoa all’ultimo secondo. Pensa, un secondo in più, e il Principe non sarebbe tornato in Italia, io non avrei vinto il fantacalcio e probabilmente non avrebbe scritto la storia interista. Il suo percorso è davvero strano: uno forte e completo come lui, che segnava più di venti gol a stagione, salito alla ribalta solo a ventinove anni. Però, una volta arrivatoci, si è rifatto con gli interessi”.

Nell’Inter attuale, chi è il calciatore più romantico?

“Godin, per ciò che ha rappresentato nell’Atletico e nell’Uruguay in questi anni”.

In questa stagione la Beneamata sta cambiando molto. Che tipo di allenatore è Antonio Conte? Quali sono i valori che riesce a trasmettere principalmente?

“Uno dei migliori, per carisma, per determinazione, per ciò che tira fuori dai suoi giocatori. Dovunque è andato ha lasciato il segno. L’Inter sta prendendo giocatori funzionali al suo calcio, lui detta le sue regole fin da subito, senza guardare in faccia nessuno. Se i giocatori lo seguo, i nerazzurri faranno una grande stagione”.

Rispetto al passato, ci sono meno calciatori e storie romantiche?

“Dipende. Il calcio cambia, si evolve, come tutte le cose, ma ancora oggi c’è qualcosa di romantico. Certo, il calcio passato si ricorda con più malinconia e di conseguenza può sembrare più romantico, ma tra vent’anni il calcio di adesso verrà ricordato nella stessa maniera probabilmente. Non scordiamoci che stiamo vivendo l’epoca di due marziani come Messi e Cristiano…”.

Chino Recoba, descrivilo con tre aggettivi.

“Indolente, geniale, pigro”.

Per concludere: idee e progetti futuri di “Romanzo Calcistico”? Dove puo’ arrivare? 

“Mi è sempre piaciuto raccontare il calcio e parlare di calcio. I sogni sono quelli di pubblicare libri, far parte di programmi/format televisivi sul calcio e far crescere e conoscere sempre di più il mondo di Romanzo Calcistico”.

 

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