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ESCLUSIVA – Valentini, ex dirigente FIGC: “L’Inter non ha colpe, è tenuta a rispettare le decisioni dell’ASL. La Lega ha sottovalutato il problema”

L'ex direttore generale della federazione è intervenuto durante la nostra consueta diretta serale

Pietro Magnani

Intervenuto nella consueta diretta delle 19.00 di Passione Inter, Antonello Valentini, ex Direttore Generale della FIGC, ha trattato insieme a noi l'argomento ovviamente più caldo della giornata: il rinvio di Inter-Sassuolo dopo le molteplici positività al Covid in casa nerazzurra.

Valentini ha dichiarato: "Il fatto che le autorità sanitarie abbiano preso il sopravvento sull'iniziale protocollo scelto è naturale. Non credo potesse essere diversamente, stiamo parlando della salute delle persone ed è giusto che l'autorità sanitaria sia prevalente su tutto il resto. Il protocollo attuale, creato con grande sforzo e impegno dalla Federazione, è stato comunque approvato dal Comitato Tecnico Scientifico. E già lì si legge che le ASL hanno la precedenza nelle decisioni. Questo protocollo però si basa su 3 principi: la tutela della salute, il principio di lealtà sportiva e la parità di trattamento per tutti i club. Ed è proprio su questo terzo punto che è cascato tutto".

"La Lega sta continuando a litigare per i soldi ed i diritti tv ed ha sottovalutato il problema. Quando c'è stata la decisione definitiva del CONI su Juventus-Napoli, si era pensato di affidare a 3-4 laboratori convenzionati in tutta Italia la gestione dei tamponi. Così si sarebbero unificati i parametri di ricerca e si sarebbe evitato il ripresentarsi del problema. Non si è messo in pratica e ora le ASL hanno in mano tutto. Abbiamo visto cosa è successo al Napoli, al Torino e ora all'Inter. Le società non hanno alcuna colpa, l'Inter non ha nessuna colpa. Sono tenute ad allinearsi alle decisioni dell'autorità sanitaria locale che prevale su tutto, altrimenti rischiano altre sanzioni. Così facendo però di questo passo il campionato rischia di saltare".

 Gravina, Getty Images

Valentini ha proseguito: "Bisognava intervenire per tempo, modificare il protocollo e selezionare un metodo unico per tutti. Serviva un'autorità competente che dettasse le direttive per tutti. Il Comitato Tecnico Scientifico potrebbe anche, se interpellato, intervenire e modificare il protocollo. Ma, sinceramente, hanno ben altro a cui pensare: siamo nel pieno di una pandemia che fa ancora 25mila contagi al giorno e centinaia di vittime. Il calcio non è prioritario. Il protocollo c'è ed è valido, starebbe alla Lega Calcio intervenire. Ma è ovvio che non si possano scavalcare le competenze e le decisioni delle autorità sanitarie competenti".

Riguardo alla "nefasta" ipotesi playoff, Valentini ha tranquillizzato i tifosi: "Da anni si discute di questa ipotesi e il presidente Gravina è politicamente favorevole ad attuare delle modifiche in tal senso. Fortunatamente la scorsa stagione non si è dovuta attuare l'ipotesi e spero e credo non sia necessaria nemmeno quest'anno. Trovo improbabile, al di là del tifo, che si attui una scelta simile danneggiando una squadra come l'Inter che ha tanti punti di vantaggio sulla seconda. A questo punto della stagione sarebbe totalmente fuori luogo, non è appena iniziato il campionato, siamo alle battute finali. Certe cose andavano chiarite prima dell'avvio della Serie A. In caso estremo la soluzione più logica e ragionevole è quella di terminare anticipatamente il campionato come lo scorso anno in Francia". 

Sull'eventualità SuperLega, Valentini ha dichiarato: "Io sono sempre stato per la tutela dei campionati nazionale e per il merito del campo. Sono contro ad una Champions per diritto divino, di casta. Lo stesso presidente Agnelli, che preme per questa vicenda, ha già preso un paio di "schiaffoni" da Germania e Inghilterra a riguardo. Mi rendo conto che certe squadre debbano mantenere la competitività a livello internazionale. Ma se si tratta di fare un club per pochi intimi non va bene. Anche perché aumentare le partite enormemente continuerebbe a intasare i calendari. L'unica alternativa è una riforma dei campionati, ma ne ho sentito parlare per 30 anni in Federazione. Se si vuole attuare bisogna deciderlo ora e iniziare a pianificare per il 20124-2025".

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