Boninsegna ricorda le sfide col Borussia: “Dopo la partita della lattina mi minacciarono con le svastiche”

Il rifacimento della gara finì 0-0 e qualificò l’Inter ai quarti della Coppa Campioni

di Lorenzo Della Savia

La ricostruzione e la disamina storica della celeberrima “partita della lattina” – l’incontro del 20 ottobre 1971 tra Borussia Monchengladbach e Inter finito 7-1 per i tedeschi e poi annullato – ce la teniamo per un altro giorno, grazie: anche perché sulla Buchsenwurfspiel (partita della lattina, appunto) sono già stati spesi fiumi d’inchiostro negli ultimi cinquant’anni che ne basterebbe la metà, tra gli antefatti, il racconto dell’episodio (la lattina di Coca-Cola lanciata dagli spalti che colpì in testa Roberto Boninsegna), e il post-misfatto (la debacle nerazzurra, le zuffe e la ripetizione dell’incontro a Berlino).

INTERVISTA BONINSEGNA

Ed è piuttosto sulla ripetizione della partita che ora intendiamo soffermarci: sì, perché le notizie, oggi, arriva da un’intervista a Rai Sport dello stesso Roberto Boninsegna, dove l’ex attaccante nerazzurro ricorda la vigilia del secondo match contro il Borussia (che sarà una delle prossime avversarie dell’Inter nel girone di Champions League). Racconta infatti Boninsegna: “Prima di andare a giocare a Berlino ricevetti tramite posta dei sacchi con svastiche e minacce: mi volevano uccidere, impiccare, mi scrivevano: ‘Farabutto di un italiano’. Mi si presentava una partita tranquilla…”. La partita poi finì 0-0, risultato che qualificò l’Inter ai quarti di finale di quella Coppa dei Campioni. I nerazzurri sarebbero arrivati poi in finale, perdendo 2-0 contro l’Ajax di Cruijff, che fece doppietta.

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