Cerruti rimprovera: “Inter non puoi accontentarti. L’accesso alla Champions è il minimo e non più il massimo”

Cerruti rimprovera: “Inter non puoi accontentarti. L’accesso alla Champions è il minimo e non più il massimo”

di Raffaele Caruso

3 giornate alla fine del campionato, con l’obbligo doveroso di chiudere il prima possibile la pratica Champions League: l’Inter di Luciano Spalletti ha rallentato in queste ultime partite e ora è costretta a guardarsi le spalle da Atalanta, Roma e Milan.

Alberto Cerruti, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, esamina la stagione nerazzurra: “Un anno fa, alla sua prima stagione sulla panchina dell’Inter, Luciano Spalletti festeggiò il ritorno in Champions dei nerazzurri all’ultima giornata, scavalcando la Lazio al quarto posto grazie al gol di Vecino. Un grande risultato, sia perché quel traguardo sembrava irraggiungibile, sia perché l’Inter non sentiva la musichetta Champions dal 2012. Un campionato dopo, Handanovic e compagni non dovrebbero più aspettare l’ultima partita per avere la certezza di tornare in Champions. Il terzo posto a +1 sull’Atalanta, o nella peggiore delle ipotesi il quarto, a +4 sulla Roma, non possono più sfuggire”.

Punti di vista differenti: “Stavolta, però, al contrario di un anno fa, l’accesso alla Champions è il minimo e non più il massimo, ricordando le legittime aspettative della proprietà cinese e dei tifosi. Perché non bisogna dimenticare che l’Inter era partita con l’etichetta di «regina del mercato» e come tale era considerata da tutti la prima possibile rivale della Juve. Come non detto, invece, perché la squadra di Spalletti è decollata nel peggiore dei modi, con due sconfitte e un pareggio nelle prime 4 partite, lasciando al Napoli il ruolo di presunto inseguitore dei bianconeri. Con o senza Icardi, la seconda Inter di Spalletti non ha compiuto l’atteso salto di qualità, né a livello di gioco, né tantomeno di risultati, perché si è ritirata troppo presto da tutte le corse: campionato, Champions, Europa League e persino Coppa Italia. Chi si accontenta gode, recita un proverbio. Ma una grande squadra, quale può e vuole essere l’Inter, non può accontentarsi di vincere i derby”.

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