GdS – Aumentano i positivi, ma il derby di Milano non è a rischio: ecco perché

Le regole da seguire in vista della stracittadina milanese

di Cesare Milanti, @cesaremilanti

Nella giornata di ieri, l’annuncio ufficiale arrivato direttamente dall’Inter: oltre ai già noti Skriniar e Bastoni, anche Nainggolan, Gagliardini e Radu erano risultati positivi dopo i test effettuati in quel di Appiano Gentile. Come se non bastasse, in vista del derby di Milano, un altro positivo anche in casa Milan: nel ritiro islandese dell’Under-21, dov’erano presenti anche Pinamonti e Tonali, il centrale Gabbia è anch’esso risultato positivo. La stracittadina, però, come riporta La Gazzetta dello Sport, non è a rischio.

L’Inter, nel frattempo, starebbe valutando di creare una mini-bolla temporanea per chi è rimasto alla Pinetina (Handanovic, Young, Ranocchia, Padelli e Darmian), dopo la positività del secondo portiere. Per il momento, questi cinque elementi sono in isolamento fiduciario e si spostano solo fino al centro d’allenamento.

Come da richiesta della società, inoltre, i convocati nelle rispettive Nazionali effettueranno un tampone 48 ore prima del rientro: se tutto andrà bene, potranno svolgere le medesime attività dei compagni, sempre nel tragitto casa-Pinetina. Da monitorare anche le situazioni di Tonali e Pinamonti, in Under-21 quando è emersa la positività di Gabbia.

Il derby di Milano, comunque, non sembra essere a rischio: semplicemente, sarà importante per le due società attenersi alle dovute regole prescritte dal protocollo. In caso di positività di un giocatore o di un membro dello staff, tutto il gruppo va in quarantena e si esce solo per la partita; nel giorno del match, test rapidi per far accedere allo stadio solo i negativi e, dopo il triplice fischio, ritorno in quarantena e controlli intensificati (tamponi ogni 48 ore invece che 96). L’ultima parola sull’isolamento, comunque, è dell’Asl competente, nonostante la squadra si sottoponga al tampone 48 ore prima della gara successiva.

Per concludere, ieri si sono riuniti i medici di A, per implementare il cosiddetto protocollo. In particolare, si è parlato della prevenzione dei locali più a rischio, come gli spogliatoi: la loro sanificazione non è da sottovalutare in alcun modo.

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