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Ferri: “Conte è un fuoriclasse: ricorda il Trap e l’Inter incarna il suo spirito. Lo scudetto…”

Il difensore nerazzurro traccia un paragone tra l'Inter del presente e quella dei record targata Trap

Raffaele Caruso

"L'Inter di Conte come l'Inter del Trap? Riccardo Ferri, ex difensore nerazzurro, si è concesso ai microfoni di Tuttosport per commentare il paragone tra queste due grandi squadre.

 Antonio Conte, Getty Images

"Ecco le sue parole: "I giochi non sono ancora chiusi, lo fanno solo per poter poi eventualmente dire:'Vedi l’Inter? Era in testa e ha perso il campionato'. La Juve è arrabbiata e il Milan proverà ad accorciare. Io resto fiducioso: Conte è un fuoriclasse e una garanzia in panchina. E' una squadra concreta, con senso di appartenenza, che non molla mai. L’Inter incarna lo spirito del mister".

"L'Inter del Trap: "Con l’eliminazione dalla Coppa Italia. Trapattoni ci radunò dopo la partita contro la Fiorentina, ci aspettavamo un cazziatone. Invece ci incoraggiò. Disse di aver visto un gruppo diventato finalmente squadra. E che ci saremmo tolti delle belle soddisfazioni. Nessuno lì per lì gli credette. Invece ebbe ragione lui. Crescemmo di settimana in settimana, migliorando in personalità, forza e convinzione. Su questo ci accomuna l’Inter attuale. Conte come Trap? Assolutamente. Il Trap è una persona per bene, oltre un grande professionista a cui potevi confidare qualsiasi cosa. Avevamo un rapporto che andava al di là del campo. Appena diventato padre, mi chiedeva come stesso mio figlio, se mangiasse e dormisse come avrebbe dovuto. Sono i dettagli che fanno la differenza. Uniscono. Caricano. E su questo è evidente come i due mister siano simili".

"Le coppie a paragone:"Brehme-Bianchi contro Hakimi- Perisic? A livello di qualità Brehme era un campione, semplicemente fortissimo. Sulla destra non è semplice. Bianchi a livello tattico era inimitabile. Hakimi sicuramente è più bravo a sfruttare la capacità di inserirsi e a segnare, aiutato anche da una velocità notevole. Berti, Matteoli e Matthaus contro Barella, Brozovic ed Eriksen?  Berti e Barella sono molto simili. Nicola aveva probabilmente meno tecnica, ma maggiore forza fisica. Li accomuna la resistenza e la presenza in ogni spazio del campo. Matteoli rispetto a Brozovic era tecnicamente più forte, col croato che comunque è il focalizzatore del gioco nerazzurro. Un Matthaus manca all’Inter, ma d’altronde parliamo di un Pallone d’Oro. Però Eriksen è cresciuto, ora attendo da lui un ulteriore salto di qualità. Serena-Diaz contro la LuLa?  Mi concentro sui due bomber della coppia. Lukaku è più possente di Serena, ma non dimentichiamo che Aldo vinse pure la classifica dei cannonieri. Il modo di giocare è proprio diverso: il belga è più coinvolto nel dialogo con i compagni e parte da dietro per sfruttare la progressione. Serena appoggiava al compagno e pensava subito a chiudere l’occasione gettandosi in area".