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Gosens, l’uomo della svolta? Ecco perché il tedesco può dare nuova linfa all’Inter

Gosens, l’uomo della svolta? Ecco perché il tedesco può dare nuova linfa all’Inter - immagine 1

Il tedesco può spostare gli equilibri?

Pietro Magnani

Nei momenti di difficoltà, nelle favole arriva sempre un cavaliere senza macchia e senza paura sul proprio bianco destriero. E, si spera, che anche l'Inter, in questi giorni di affanno, stia per trovare il suo salvatore. Robin Gosens ha infatti ormai pienamente recuperato dall'infortunio capitatogli mentre era ancora dell'Atalanta ed è pronto a rimboccarsi le maniche e dare il suo contributo alla causa dell'Inter.

L'esterno tedesco dell'Atalanta, checché ne dicano quelli che ne hanno sminuito il suo acquisto, rimane uno dei migliori esterni sinistri in circolazione, soprattutto in fase offensiva. Il suo innesto non è stato solamente per fare scena: sarà fondamentale per il futuro, ma può essere importantissimo anche per svoltare la stagione in corso.

Gosens, l’uomo della svolta? Ecco perché il tedesco può dare nuova linfa all’Inter- immagine 2

In primis perché, banalmente, aggiunge una alternativa in più alla rosa in un ruolo in cui c'era penuria. E che alternativa: Gosens può essere, potenzialmente vista l'età, addirittura più forte e decisivo di Perisic in quelle zolle. A maggior ragione in un 3-5-2 come quello di Inzaghi, votato prettamente all'assalto e al gioco. In una squadra così propositiva, come si è visto negli anni all'Atalanta di Gasperini, Gosens può diventare letteralmente micidiale, un'autentica freccia letale. Uno sbocco in più per la manovra, come lo era stato Hakimi per l'Inter di Conte, oltre che un'arma in più dove difetta l'Inter, il contropiede. In ripartenza Gosens è micidiale, proprio quello che serve all'Inter per avere più alternative per segnare, specie quando si passa in vantaggio e serve difendersi.

Il suo apporto in termini di continuità, di goal e assist è sempre stato considerevole, rendendolo il difensore, sempre che possa essere definitivo così, più prolifico in Europa negli ultimi anni. Ed è proprio questo che manca adesso all'Inter: freddezza sotto porta e fame di goal. Ecco perché il suo inserimento può davvero svoltare la stagione nerazzurra in positivo. Ovviamente nessuno si aspetta miracoli, basta solo che il ragazzo giochi come sa fare per regalare ai tifosi nerazzurri tante soddisfazioni. I suoi tagli sul secondo palo, a cui Perisic, che sta sempre sulla riga laterale è meno avvezzo, sono proprio quello che chiede Inzaghi ai propri esterni ed i cross tagliati di Dumfries possono essere una manna per Gosens proprio per questo.

Gosens

Da non sottovalutare poi che il suo arrivo potrà concedere più riposo a Perisic e togliergli un po' di responsabilità. Il croato è stato finora il migliore in assoluto di questa stagione per l'Inter ma, a 33 anni, è inevitabile che ora inizi ad essere meno incisivo, avendo praticamente sempre giocato. Ed ecco perché un'alternativa di questa qualità offre la possibilità di avere due autentiche mine vaganti a sinistra. Senza contare che, a partita in corso se serve rimontare, si potrebbe addirittura pensare ad una corsia mancina esplosiva e ad un eventuale modulo in un 3-4-3 con Gosens a centrocampo e Perisic avanzato all'altezza delle punte.

Infine l'aspetto più importante, quello mentale. L'Inter è sulle gambe non tanto dal punto di vista fisico, ma da quello psicologico. Affrontare tutte le big in 4 settimane, ha svuotato gli uomini di Inzaghi che ora sembrano bloccati, spauriti. Ecco perché l'innesto di Gosens è tanto importante. Questa per lui è l'occasione della vita, quella che sogna da sempre. Il grande club con cui vincere e dimostrare di essere un campione. Inoltre la lunga assenza dai campi gli avrà messo addosso una fame incredibile: è probabile che "mangerà" il campo quando verrà scelto da Inzaghi. Ed è proprio quello che manca all'Inter ora, la fame, la voglia, la rabbia. Gli occhi della tigre. Gosens sarà importante soprattutto per questo. Basta poco a svoltare la stagione. Un cross, una sgroppata, un goal, e tutto si può raddrizzare. Magari perché no, cominciando proprio con il Derby di domani.

 

 

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