Icardi e i 100 gol con l’Inter: “L’area di rigore è la mia seconda casa. Sogno un gol in finale di Champions o del Mondiale”

Icardi e i 100 gol con l’Inter: “L’area di rigore è la mia seconda casa. Sogno un gol in finale di Champions o del Mondiale”

Il centravanti argentino ha rivissuto ai microfoni di Inter Tv l’emozione provata durante i 100 gol siglati con la maglia nerazzurra

di Raffaele Caruso

Dopo aver tagliato il traguardo dei 100 gol in A e dei 100 gol con la maglia nerazzurra grazie al poker rifilato alla Sampdoria, Mauro Icardi è pronto a trascinare l’Inter in questo rush finale di campionato per centrare un’importantissima qualificazione in Champions League.

Il capitano nerazzurro è stato intervistato da Inter Tv nel luogo in cui si sente come se fosse a casa propria, l’area di rigore, per rivivere assieme a tutti i tifosi i gol più significativi tra i 100 realizzati in maglia nerazzurra dal 2013 a oggi: “Ho segnato 100 gol con l’Inter e 96 li ho realizzati dentro l’area di rigore. Questa è la mia casa”.

La sforbiciata nel derby:E’ stata una cosa diversa. Non l’ho colpita benissimo ma sono stato fortunato perché la palla è andata con i giri contati sul secondo palo. A volte capita che la colpisci bene e trovi il portiere che te la para. Invece l’ho colpita male e ho segnato”.

Gol simili: “A volte mi capita di segnare gol identici. Il gioco della squadra è quello di giocare sulle fasce e arrivare in area con i cross o con passaggi dentro l’area di rigore. Allora mi muovo molte volte alla stessa maniera e quando segno, faccio gol molto simili fra loro”.

Il gol di testa contro la Juventus: “E’ stato bello segnare di testa. Era una partita molto complicata. All’improvviso è arrivato un pallone, era un po’ bagnato ma si è infilato all’angolino ed è stato un grandissimo gol”.

Il 50° gol nerazzurro: “Quello contro il Frosinone è stato un bellissimo gol. Era una partita difficile che dovevamo vincere a tutti i costi. L’ho colpita di testa ed è finita all’angolino. Alla fine ci è servito per portare a casa i 3 punti”.

Il calcio di rigore: “Quando prendo la palla e vado sul calcio di rigore è una responsabilità. Tutta la squadra dipende dal mio tiro in porta. Sono abituato a calciare rigori, sotto pressione, a guardare il portiere. Ci sono tante cose che capitano in quel momento lì. Una cosa che mi caratterizza è non guardare la gente, essere disturbato dal rumore, dai fischi. Questo mi ha aiutato tantissimo quando vado a giocare un rigore. Il rigore a cucchiaio è un po’ rischio perché i portieri studiano. Io sono uno che guarda il portiere quasi alla fine, se sbaglio un millesimo di secondo il portiere si rende conto. Me ne ricordo uno bellissimo al San Paolo e ho giocato questa carta qui. Alla fine è andata bene. Il terzo gol al Milan è stata una bella responsabilità. Essere consapevoli che con quel gol vinci il derby e ci sono 80.000 persone che ti stanno guardando. Spettacolare, coinvolgere tutti facendo vedere la maglia e dicendo: siamo noi, abbiamo vinto la partita”.

– Il gol super contro la Fiorentina: “E’ arrivato il difensore in scivolata l’ho scartato, la palla era rimasta un po’ in mezzo e ho fatto un altro dribbling. Era un gol diverso perché di solito tiro subito”.

– Il gol di tacco contro la Sampdoria: “Ci ho pensato subito, mi è rimasto nella gamba sinistra. Ho guardato in tv la giocata e avevo visto che c’era Rafinha da solo. Meno male che ho fatto gol”.

– Tanto lavoro ancora da fare: “Sono migliorato in tante cose. Sono più sereno dentro al campo, forse all’inizio in Serie A pensavo a fare bene. So che la cosa giusta arriva se sei sereno. Sei più agile nel giocare dentro al campo. Non si smette mai di imparare, ho 25 anni ho ancora tantissimo margine per imparare e questa è una cosa che prendo bene quando qualcuno mi dice qualcosa. Alla fine si può  ancora imparare”.

– Ancora pagine importanti da scrivere: “Una partita nella quale sogno di fare il gol è la finale di Champions League o del Mondiale. Una partita importantissima che rimane nella storia. Che tutti si ricorderanno. Importante per la mia squadra. Sono molto tranquillo perché fare gol in amichevole o in finale è la stessa cosa: la gioia di fare gol.”

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VIDEO – MAURO ICARDI, 100 GOL IN SERIE A E PER L’INTER E’ SOLO L’INIZIO 

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