CdS – Tagli, valorizzazione del brand e stadio: cosa cambierebbe all’Inter col fondo Bc Partners

Non si placano le voci su una cessione da parte del club nerazzurro

di Antonio Siragusano

E’ ancora una volta il Corriere dello Sport a sostenere che l’Inter sia stata messa in vendita dal gruppo Suning. In merito alle ultime informazioni che ha fatto circolare Il Sole 24 Ore sul fondo Bc Partners interessato a prelevare alcune quote del club, secondo il quotidiano diretto da Ivan Zazzaroni la verità sembrerebbe leggermente diversa. Trattative con interlocutori di questo calibro, infatti, generalmente riguardano l’acquisizione dell’intero pacchetto, e non di un semplice ingresso in minoranza al posto di LionRock Capital che invece detiene il 31,05% del club.

Quando si tratta di fondi di private equity come Bc Partners, si ha a che fare con gruppi che hanno in progetto di prelevare aziende che non stanno ottenendo risultati particolarmente brillanti, tenerle in portafoglio per 5-7 anni, cercare di raddoppiarne le prestazioni per poi rivenderle. Infine, l’obiettivo alla base di questa operazione, è quello di poter avere un ritorno positivo sull’investimento di almeno un 10-15% percento per ogni anno.

Ma cosa cambierebbe per l’Inter il passaggio da una proprietà industrial familiare come Suning ad un private come Bc Partners? Innanzitutto il riequilibrio del rapporto costo-ricavi, col taglio immediato degli ingaggi per raggiungere modelli virtuosi in Europa del calibro di Bayern Monaco e Liverpool. Successivamente la valorizzazione del brand, che potrebbe passare da un progetto giovane e dalla costruzione di un nuovo stadio, individuato come altra importantissima fonte di ritorno finanziario.

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