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Inter, in Champions serve lo switch: anche in Europa nel mood trasferta

Due sconfitte in UCL per i nerazzurri di Conte lontano da San Siro: in Serie A non hanno mai perso in trasferta

Giuseppe Coppola

"I due volti della trasferta e la necessità di tornare a specchiarsi. In campionato, tutto ciò che è lontano da San Siro detta il ritmo della cavalcata italiana dell'Inter. In Champions invece le gare negli stadi altrui sanno solo di ko. Per rendere ancor più concreto il passaggio del turno europeo, i ragazzi di Conte dovranno invertire la loro tendenza. Quella che hanno trasformato da consuetudine a legge in Serie A e che, su un campo come quello dello Slavia Praga, può rivelarsi decisiva.

"Tanta qualità ma zero cinismo lontano da Milano nel suo cammino europeo per la Beneamata. Al Camp Nou, i riflettori catalani hanno illuminato la mediana nerazzurra ed una qualità quasi inaspettata per avversario, pressione e situazioni di campo. Primo tempo da favola anche in Germania, da biglietto per gli ottavi poi strappato nella ripresa. Tanti segnali positivi ma zero punti in 180': decisamente troppo poco per una squadra che non vuole più avere paura di volare. Solo vittorie invece nelle trasferte italiane per la squadra di Conte, lì dove il viaggio è più lungo e le necessità si trasformano in virtù. Questa la controtendenza più grande dei nerazzurri, incapaci di restare fedeli al solco scavato ad inizio stagione ma sconquassato anche da differenze di avversari ed esperienze. Errori di gestione secondo il mister: non una questione di dettagli, ma tutto un lavoro da ricalibrare per riconsegnare ai nerazzurri la propria bussola europea.

"All'Inter toccherà dunque smentirsi in Repubblica Ceca, cancellando la gara d'andata con lo Slavia ed imponendo finalmente la propria legge lontano da San Siro. Mestiere difficile per chi ha bisogno di abituarsi, ma i ragazzi di Conte sanno lottare e vincere anche davanti al pubblico altrui. In Europa però servirà assorbire la 'musichetta' e predisporre gli animi alla modalità italiana, allontanando la pressione e narcotizzando i nervi: solo così per l'Inter potrà costruire il suo ponte verso gli ottavi.

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