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L’INTERTINENTE – Inter e Derby: valore ed occasione. Di Milano e per Milano

Inter, Getty Images

Una rubrica per rafforzare un concetto: l’impertinenza di essere nerazzurri.

Alex Angelo D’Addio

"Milano si è intristita, appassita, quasi spenta: il 2020 ha esercitato su di essa una violenza atroce, mutandone stile e costumi. I Navigli non sono più un altare di socializzazione, il Castello Sforzesco è orfano degli ospiti che ne animavano i giardini e ne rinnovavano l’immortalità, la Madonnina dalla guglia più alta del Duomo è come se non avesse più anime su cui vigilare.

 Esultanza (@Getty Images)

"Gli ultimi 12 mesi sono stati la perfetta controprova che, sì, il tempo non esiste, o al massimo è relativo, ma i suoi effetti sono tangibili e spietati. Persino San Siro, famosa turbina di pulsioni e di distinti umori, è muto e spoglio, sottoposto alla generalizzata flessione a cui la dittatura del COVID ha costretto il mondo.

"Ci sono valori ed occasioni, però, che non badano ai capricci delle epoche ed anzi rispettano l’autorevolezza della storia: il valore unico è l’Internazionale di Milano, e l’occasione che decorre è il Derby più importante del recente decennio.

"L’Inter, appunto: principio primordiale ed indiscutibile di milanesità, e milanesità di ogni principio. Accantonando partigianerie e faziosità svianti, la capacità transgenerazionale della combinazione fra il nero e l’azzurro di divenire un moto di orgoglio e un sinonimo di onore, abbraccia intere famiglie e stagioni.

"Dall’inizio della dinastia Moratti ai sacrifici e ai successi di Massimo, dalla precocità dello Zio Bergomi alla inossidabile fede di Walter Zenga, dal compianto Mauro Bellugi alle memorie mai tramontate (tra gli innumerevoli) di Marco Materazzi, Maicon, Nicola Berti, e Julio Ricardo Cruz. Arrivando fino all’infinità dell’Avvocato Peppino Prisco, senza orologio sulla camicia, né potenti ed influenti aziende alle spalle, ma con una prontezza d’intelletto ed una voglia d’Inter che lo hanno reso un evangelista dell’Interismo ed una personalità trasversalmente amatissima ed ammirata.

"Poi, il Derby: opportunità per azzerare il passato, tratteggiare il presente, e riscrivere il futuro. Dopo 10 anni, la Stracittadina sarà contesa di superlative ambizioni di realizzazione. I 3 punti in palio sono un espediente aritmetico per istituzionalizzare un obiettivo altro e superiore: la dimostrazione della supremazia e la confermazione di un’identità.

"Milano, quindi, oggi brilla di luce propria, e può contare su due fattori che sempre ne eleveranno lo status di regina delle metropoli italiane: valori ed occasioni. Che l’Inter rispetta alla perfezione.