Pio Esposito: “Ecco cosa ho pensato dopo il rigore. Su una cosa non ho colpe”
Dal rigore sbagliato contro la Bosnia ad uno dei momenti più delicati della sua giovane carriera: Pio si racconta
Dal rigore sbagliato contro la Bosnia ad uno dei momenti più delicati della sua giovane carriera: raccogliere l’eredità di Lautaro Martinez quando il capitano non c’è. In mezzo, la crescita, le aspettative e lo sguardo, spesso severo, di chi lo osserva da fuori e quello – altrettanto esigente – che Pio Esposito rivolge a sé stesso. L’attaccante si è raccontato in esclusiva al Corriere della Sera.
Le parole dell’attaccante nerazzurro
LAUTARO – “Lui è molto completo, ma quello che ti emoziona è la sua cattiveria, la sua passione, la fame che ha: anche in allenamento gioca come fosse la finale del Mondiale“.
CAZZIMMA – “Il sangue del rione Cicerone di Castellammare di Stabia credo di portarlo sempre con me: la famosa cazzimma mi ha portato qui, dalla B alla Champions. Ci vuole tanto coraggio per non buttarsi giù e far vedere che ci stai”.
Faccio molta autocritica, riguardo la partita, gli errori e mi rimprovero. Ma credo sia positivo. Penso di aver vissuto finora questo primo anno con grande calma e equilibrio. E sono molto contento perché il salto è stato gigantesco.
Io cerco di apprendere il più velocemente possibile i consigli dei compagni e dello staff fa parte dell’approccio al lavoro di cui parlavo, che forse è la mia vera forza. Poi per stare a livello di certi campioni il lavoro è l’arma principale.
Io giovane vecchio? Nel calcio è un complimento: credo sia per la mia serietà, la professionalità e l’impegno che ci metto sempre”.
MEDIA – “Io pompato? C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni. Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni”.
INTER-ROMA – “Ci voleva una prova convincente come quella, oltre alla la vittoria. C’è ottimismo e ci crediamo al massimo“.
ZENICA – “Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione. Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male.
Ho visto una squadra che ha dato l’anima, per la maggior parte con un uomo in meno, creando diverse occasioni. Non è bastato e non basta: l’Italia ha l’obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità”.