Ai microfoni di Il Calcio Quotidiano, Xavier Jacobelli ha tracciato un quadro della Serie A, con uno sguardo sulle difficoltà del Napoli, sulle ambizioni in vetta e sul futuro della Nazionale.

Secondo il giornalista, il Napoli sta attraversando un periodo complicato: «Sette sconfitte in quattordici sfide ufficiali rappresentano un serio campanello d’allarme. I motivi del periodo negativo sono molteplici. La formazione azzurra paga fatalmente l’usura di qualche veterano e tradisce qualche isterismo di troppo, come ha testimoniato l’ultimo impegno di Champions. Il mercato estivo, poi, non è stato all’altezza, Allegri rischia di andare incontro a una stagione anonima e domenica, come sottolineava lei, arriva la sorprendente Lazio di Rino Gattuso».

Proprio il tecnico è al centro di una delle storie più positive di questo avvio di campionato. «Gattuso è stato bravo a isolare la squadra dalle tensioni ambientali figlie della frattura ormai insanabile tra tifosi e proprietà. Ha cementato il gruppo rivalutando giocatori che sembravano bolliti: penso a Belahyane, Mandas, Isaksen e Tavares. Una bella storia di calcio, Gattuso merita tutti gli applausi che sta raccogliendo».

Sul fronte della lotta al titolo, Jacobelli indica l’Inter come principale candidata: «Vedo favorita l’Inter, che ha respinto con autorevolezza, in Champions, le critiche del post-derby, ma attenzione anche a Roma, Milan e Como». Un torneo che, a suo avviso, si preannuncia molto intrigante.

Infine, spazio alla Nazionale. Jacobelli esprime fiducia nella gestione di Roberto Mancini: «Molto. Il nostro commissario tecnico è chiamato a rimettere insieme i cocci dopo le ultime, cocenti delusioni. Abbiamo il dovere di raggiungere gli Europei prima e i Mondiali dopo. Non sarà un lavoro semplice, occorre pazienza, bisogna guardarsi bene dalla frenesia, rivelatasi, in passato, il nostro principale nemico». Il giornalista cita anche la strada indicata da Silvio Baldini e i talenti di Papaccioli e Liberali come segnali incoraggianti per il futuro del calcio italiano.