Klinsmann: “Importante il legame con la tifoseria. La mia l”Inter dei tedeschi’? Sì, ma la base era italiana. Nello spogliatoio dicevamo…”

L’ex calciatore nerazzurro parla della sua Inter, intervistato per il matchday programme della sfida con la Roma

di Lorenzo Della Savia

“Si dice sempre che sia stata l’Inter dei tedeschi, ma non ci dobbiamo dimenticare che la base di quella squadra era italiana: Bergomi, Berti, Ferri, Serena e Zenga”. La mette così l’ex nerazzurro Jurgen Klinsmann, che parla in un’intervista per il matchday programme della partita di questa sera tra l’Inter e la Roma. L’ex calciatore dell’Inter parla del contingente tedesco della squadra nerazzurra e ricorda: “E’ stato bello, bellissimo trovare dei connazionali. Lothar (Matthaus, ndr) e Andy (Brehme, ndr) mi spiegavano molte cose e sono stati fondamentali quando sono arrivato a Milano”.

Un rapporto che non si è affievolito – sempre a detta di Klinsmann – con il passare del tempo: “Se penso che ho smesso con il calcio giocato quasi 30 anni fa… Però, devo ammettere, che è molto piacevole rivedere i ragazzi”, spiega. “Con loro abbiamo condiviso tanti successi. Quando incontri di nuovo la tua squadra è una sensazione intensa e vuoi riconnetterti con loro emotivamente, come qualche tempo fa”.

Sul legame emotivo con l’ambiente, con la tifoseria: “E’ importante avere un legame, un feeling con una società, con un Club. Per me è stato un onore essere stato chiamato da Pellegrini e venire all’Inter dallo Stoccarda. I nerazzurri avevano un nome grandissimo a livello mondiale e ancora oggi è così. Penso che per i più giovani sia importante proprio questa connessione: sentirsi bene con le persone con cui lavori tutti i giorni e fare tutto il possibile per rendere felici tutti i tifosi”.

“Quali partite sentivo di più? – conclude Klinsmann – Juventus, Milan, Roma. Ma in realtà in tutte le partite volevamo prevalere. Ci si diceva: ‘Dobbiamo vincere perché noi siamo l’Inter'”.

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