Ligabue: “Tifare Inter è per cuori forti. Ammiro Spalletti, mi ha fatto anche motivare la squadra!”

Ligabue: “Tifare Inter è per cuori forti. Ammiro Spalletti, mi ha fatto anche motivare la squadra!”

Il cantautore, noto tifoso nerazzurro, ha fatto visita ad Appiano Gentile per assistere all’allenamento di Icardi e compagni

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

Ospite d’eccezione durante l’allenamento dell’Inter di oggi: Luciano Ligabue si è recato ad Appiano Gentile per salutare i nerazzurri. Il cantante, dalla nota fede per la Beneamata, ha poi parlato ad Inter TV: “Si vede che questo è un gruppo unito e composto da bravi ragazzi: c’è voglia da parte di tutti di arrivare all’obiettivo della Champions che tutti ci auspichiamo di raggiungere”.

Il cantante poi si sofferma a parlare del tecnico Luciano Spalletti“Mi ha chiesto di fare un discorso di fronte alla squadra, quasi da motivatore. Io sono stato un po’ imbarazzato. Ho una grande ammirazione nei confronti del tecnico, soprattutto per un motivo anagrafico: è il primo allenatore nerazzurro che si chiama Luciano, anche lui è del segno dei pesci come me e come l’Inter. Le caratteristiche di partenza sono positive, poi tutti sappiamo che è un grande allenatore”.

Qualche battuta poi sulla sua fede nerazzurra: “Tifare Inter è una cosa che non va bene per i cardiopatici: bisogna avere un cuore forte ed affrontare le montagne russe. Non è un caso che l’inno si chiami “Pazza Inter”: la squadra è spesso preda dell’emotività. È impossibile non amarla: ti aspetti tutto da lei. Io sono interista perché, quando ero piccolissimo, qualche amico che aveva 3-4 anni più di me tifava Inter e quindi mi convinse. Per me è stata speciale la conclusione della stagione 2009/10, perché per la prima volta ho visto in diretta l’Inter vincere la Champions, cosa che ai tempi di Herrera non mi era stato possibile”.

Per finire, Ligabue spiega le motivazioni che lo hanno spinto a comporre la celebre canzone “Una vita da mediano”: “Con quella canzone ho voluto ricordare che senza un mediano di qualità nel calcio non si vince. E magari senza Cambiasso l’Inter non avrebbe conquistato il Triplete. Il mio idolo? Se penso a un singolo, mi viene in mente il grande Javier Zanetti”.

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