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INTERVISTA LUKAKU

Lukaku: “La musica? Ho iniziato a rappare a 21 anni. Cosa mi disse Jay-Z prima di venire all’Inter”

Romelu Lukaku, Getty Images

L'attaccante belga ha raccontato una delle sue più grandi passioni

Antonio Siragusano

Eletto ufficialmente ieri come miglior giocatore dell'ultima Serie A, Romelu Lukaku si è decisamente tolto l'ennesima soddisfazione in maglia nerazzurra dopo la vittoria del campionato. Il centravanti belga adesso è atteso ad un grande Europeo con la sua nazionale, ma in attesa di prendere il via il prossimo 11 giugno con il primo match all'Olimpico tra Italia e Turchia, l'attaccante è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport per parlare un po' di una delle sue più grandi passioni: la musica. Queste sono state alcune delle sue dichiarazioni:

Lukaku, cosa rappresenta la musica nella sua vita?

"È un modo per tenere connesso me stesso con le difficoltà che ho passato nella mia esistenza, con tutto il mio vissuto. È importantissima: non solo un hobby, ma una parte di me".

Prima delle partite ascolta sempre la stessa playlist?

"Assolutamente sì, è un rito. Ho una playlist speciale che mi fa compagnia quando arrivo allo stadio e prima del match. Mi dà concentrazione, mi aiuta a tenere focalizzato l’obiettivo da raggiungere".

Nello spogliatoio interista è lei a mettere la musica?

"No, siamo un grande gruppo anche perché c’è molto rispetto reciproco. Ognuno ha i suoi gusti e ascolta ciò che vuole".

 Lukaku (@Getty Images)

Quando ha iniziato a rappare per i fatti suoi?

"A 21 anni, ero attratto dal ritmo, è fantastico ricrearlo. Amo il rap, ma ciò che mi interessa di più sono i suoni . Poi ho iniziato a mixare, a produrre basi: così è diventata una passione che coltivo ancora oggi".

Quanto è stato importante incrociare Jay-Z?

"Ha avuto un significato grandissimo perché io ho sempre ascoltato la sua musica.  Ricordo quando mi ha detto: 'Se davvero pensi che l’Inter sia lo step da fare per vincere, fallo'. Durante il primo anno io e i miei compagni siamo arrivati a un passo dal successo, ma nell’ultima stagione ce l’abbiamo fatta con duro lavoro, pazienza , sudore e sacrificio. Proprio la via che Jay mi aveva indicato".

Ma che differenza c’è tra il suono di San Siro che abbraccia un suo gol e quello di una canzone che cambia la vita?

"Segnare un gol è la sensazione più bella del mondo dopo quella che ho provato quando è nato mio figlio. Per il resto, io volevo conoscere solo poche persone selezionate nella mia vita. Una di queste era Kobe Bryant, riposi in pace! E l’altra era proprio Jay-Z: quando per la prima volta mi sono trovato a parlare con lui, di vita e non solo di lavoro, c’era anche Dj Khaled: era come un sogno che si avverava. Adesso spero che, pandemia permettendo, venga a Milano a vedermi segnare a San Siro".

Quale è il consiglio che porta con sé per l’Europeo?

"Credi in te stesso e fai in modo di essere sempre un uomo migliore. È una frase che mi ripeto ogni santo giorno".

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