25 Febbraio 2018

Spalletti, i problemi non sono spariti: la manovra è lenta e prevedibile. E Rafinha…

Nella sfida di San Siro la Beneamata porta a casa i tre punti, ma al tecnico di Certaldo rimangono molti aspetti sui quali lavorare

Sono arrivati i tre punti e, di questi tempi, i tifosi nerazzurri devono accontentarsi necessariamente di questo. Ma quella contro il Benevento non è stata una prova convincente da parte degli uomini di Spalletti, anzi: guai dunque a pensare che i problemi siano spariti.

Come analizza La Gazzetta dello Sport, l’Inter ha mostrato preoccupanti limiti nella costruzione della manovra, e deve ringraziare le zuccate di Skriniar e Ranocchia se non stiamo parlando di tutt’altra prestazione. I nerazzurri si muovono poco e male, faticano a costruire azioni e a far girare palla.

E i problemi nascono a centrocampo: Spalletti sceglie Vecino e Gagliardini, piazzando Rafinha sulla trequarti. I due mediani non hanno le qualità adatte per far partire l’azione, così il brasiliano arrivato dal Barcellona è spesso costretto ad abbassarsi per dare una mano, lasciando Eder isolato. Le qualità dell’ex blaugrana sono fuori discussione, anche se la condizione fisica non è ancora al top.

Così la manovra rimane elementare, e gli ospiti hanno vita facile nell’arginarla. Un dato fa riflettere: il primo tiro in porta arriva dopo ben 53 minuti. Un altro invece rende l’idea delle difficoltà della Beneamata: Gagliardini e Vecino in 90 minuti hanno perso rispettivamente 8 e 15 palloni: un’enormità.

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