Rafinha giura fedeltà all’Inter: “Voglio rimanere, qui per Messi. Ora mi sento bene. Icardi? Un vero leader”

Rafinha giura fedeltà all’Inter: “Voglio rimanere, qui per Messi. Ora mi sento bene. Icardi? Un vero leader”

Il centrocampista brasiliano ha rilasciato un’importante intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport

di Raffaele Caruso

Dopo il suo arrivo durante la finestra invernale di mercato, Rafinha è riuscito sin da subito a conquistare la fiducia di Luciano Spalletti e di tutto l’ambiente nerazzurro: il brasiliano, quando è stato chiamato in causa, ha dimostrato grande personalità e grande qualità e contro il Benevento va verso la prima maglia da titolare.

Intervistato in esclusiva da ‘La Gazzetta dello Sport’, il centrocampista brasiliano si è detto pronto a dare il suo contributo anche dall’inizio: “Ora mi sento bene, sto trovando il giusto ritmo. Sono contento della mia condizione e mi sto adattando al vostro calcio. L’idea di Spalletti di utilizzarmi per ora a gara in corso è stata molto intelligente. Chiaro che ogni giocatore vorrebbe entrare in campo dall’inizio, ma tra il recupero fisico e la necessità di capire un nuovo calcio credo che l’approccio sia stato quello migliore. Problemi al ginocchio? No, va meglio, certi doloretti sono abbastanza normali dopo mesi di inattività. Tutto però sta andando nella giusta direzione. Mi sento vicino al top”.

Con Spalletti il rapporto è ideale: “Al di là della sua preparazione calcistica, mi piacciono le persone dirette come lui, che ti dicono in faccia le cose. Ci eravamo già sentiti al telefono quando ero ancora a Barcellona. Avevamo parlato delle sue idee di calcio, lui sa che posso giocare in tutte le posizioni a centrocampo, ma anche in attacco. In un momento della carriera ho fatto pure il falso nueve”.

Il derby con il Milan si avvicina: “E’ una sfida di cui si parla in tutto il mondo, vale come Barcellona-Real Madrid o River-Boca. Vittoria nel derby o certezza di andare in Champions? No, voglio vincere il derby! Poi la Champions verrà da sé…”.

San Siro e i tifosi: “Mi aveva incantato già da vuoto, con i tifosi poi è davvero unico. Non sento la pressione da salvatore della patria. Casomai è una motivazione ulteriore anche verso la gente che mi ha accolto in modo stupendo. C’è pressione su ogni giocatore di un certo livello, bisogna imparare a trasformarla in carica. E’ un qualcosa di cui ho bisogno per esprimermi al meglio. Ho imparato che nel calcio, e non solo, ci sono dei cicli e dei mini cicli dinamici. Quando inizia una serie negativa non è mai facile invertire la tendenza. Certo, non è un momento facile ma con la qualità che abbiamo in rosa ne usciremo. Perché ho tanta fiducia nei miei compagni e sono sicuro che faremo grandi cose”.

Su Icardi: “Mauro mi ha confermato di stare bene, infatti è stato convocato. Dopo gli anni insieme ai tempi delle giovanili del Barcellona, prima di accettare il trasferimento ho parlato anche con lui. Mi ha aiutato nei primi giorni interisti, anche se giovane è un grande capitano. Un vero leader nel gruppo».

Il futuro dovrebbe essere sempre a Milano: “Certo, è quello che vorrei. Non sono venuto qui pensando di recuperare la forma per poi tornare al Barcellona. Voglio rimanere. Poi ovviamente il mio riscatto dipenderà dall’Inter… Leo (Messi, ndr), ma anche Suarez ed altri, mi hanno spiegato che stavo andando in un club storico, una big mondiale. Impazzivo per Ronaldo e Adriano. Ronaldo perché è il Fenomeno. Adriano invece ha dato il meglio qui e in tv non mi perdevo nessuna delle sue partite”.

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