Zaccheroni: “Le voci su Conte? Hanno fatto male alla squadra. Caso Icardi ha tolto serenità”

Zaccheroni: “Le voci su Conte? Hanno fatto male alla squadra. Caso Icardi ha tolto serenità”

L’ex allenatore nerazzurro critico sulle gestioni di certe situazioni

di Antonio Siragusano

Finita la stagione è tempo di bilanci in casa Inter, per la quale – sulle pagine del Corriere della Sera Milano – l’ex allenatore nerazzurro Alberto Zaccheroni ha speso qualche parola per esaminare ciò che è stato del rendimento dei nerazzurri. Il tecnico si è concentrato soprattutto sula gestione di due episodi in particolare emersi nel corso della stagione: da una parte il caso Icardi, che ad un certo punto sembrava avesse spaccato e compromesso l’armonia dello spogliatoio; dall’altra il cambio allenatore, con le voci su Antonio Conte che avrebbero in un certo senso avuto un influenza negativa sulla squadra. Ecco l’intervista completa:

Alberto Zaccheroni, come giudica la stagione dell’Inter?
“Gli obiettivi iniziali erano due: avvicinarsi alla Juve e insediare il secondo posto del Napoli, oltre a qualificarsi in Champions. Questo è stato centrato”.

Pure con tanta fatica…
“La qualificazione Champions andava conquistata prima anche in considerazione dell’importante campagna acquisti”.

Quanto ha inciso, in questa stagione travagliata, il caso Icardi?
“Tanto. Ha tolto serenità, equilibrio finendo per condizionare il rendimento della squadra e creare nervosismo in tutto l’ambiente. Certo che Icardi deve averla fatta grossa per essere stato degradato”.

Si poteva gestire meglio la vicenda?
“Credo proprio di sì. Alla fine ne sono usciti male tutti: società, Icardi e la squadra. Si sarebbe dovuto cercare una soluzione che non danneggiasse tutti come, invece, è capitato”.

Icardi si è congedato dall’Inter tra i fischi di San Siro.
“Non me li aspettavo così numerosi e ingiusti. L’attaccante argentino ha dato tanto all’ Inter e tenuto in piedi, tante volte, la squadra nella passate stagioni».

Le voci sull’arrivo di Conte possono aver destabilizzato la squadra?
Hanno tolto la leadership a Spalletti che è un buon allenatore e la squadra ne ha risentito”.

Dove incominciare per rinforzare l’Inter?
“Non è facile migliorare questa squadra perché è già molto competitiva. Servono giocatori di spessore, ma pure funzionali per completare il mosaico. Con Godin la difesa è al top. Io partirei dal centrocampo che è il reparto che regge tutta la squadra. Serve una spina dorsale di spessore visto che le partite si cominciano a vincere o a perdere lì. Sento parlare del probabile arrivo di Barella, uno che potrebbe dare una mano importante”.

Per provare a ridurre il gap dalla Juve?
“L’Inter andrà su giocatori certi, sicuri, oltre a qualche giovane di valore. Servono quelli funzionali al mosaico che si vuole comporre. Uno come Moses, per esempio, che non è certo un campione, consentì a Conte di cambiare faccia e migliorare il Chelsea. Ma l’aspetto fondamentale sarà quello di riuscire a creare un valido contesto, altrimenti ogni anno all’Inter saranno sempre costretti a comprare nuovi giocatori. Se manca il contesto anche un giocatore da 8 diventa da 6. Come è capitato in questa stagione”.

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