4 Giugno 2014

Ancora Zanetti: “Io in panchina? Mai! Mourinho è unico ma anche Mazzarri farà bene”

Nella seconda parte dell’intervista rilasciata a Tuttosport (qui la prima) il capitano Javier Zanetti parla di allenatori di calcio e della crisi del calcio italiano. Da Mourinho a Simeone, passando per Conte e MazzarriPupi esclude un suo futuro in panchina preferendo un ruolo da dirigente. Queste la seconda parte delle sue parole in edicola questa mattina:

LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – “Della Serie A non mi piace il fatto che si parli più di polemiche che del calcio giocato. Bisogna tornare alle radici di questo sport e imparare cosa significhi il rispetto. Come si esce dalla crisi? Puntando sui giovani. Bisogna imparare a progettare, l’ideale è costruire squadre che siano un mix tra giocatori con esperienza e giovani da fare crescere. Se il modello Atletico è replicabile? È un esempio di squadra basata sul gruppo, di come si possano raggiungere i risultati anche senza aver un potere economico così grande”.

CUCHU E CHOLO – “Il Cholo è un amico, non mi sorprende che sia diventato un grande allenatore perché già in campo era un leader nato. Respirava calcio e si arrabbiava con tutti se non si facevamo le cose che lui pensava fossero giuste. Nonostante sia rimasto solo due anni, Simeone ha lasciato un segno all’Inter: aveva e ha un dna nerazzurro. Cambiasso invece è talmente intelligente che è portato anche per quel ruolo. Gli piace stare in campo, vede il gioco prima degli altri. Farà una grande carriera anche in panchina. Io in panchina? No, mai… anche mia moglie me lo sconsiglia. In famiglia c’è già mio fratello Sergio: lascio fare a lui…”.

JUVENTUS E CONTE – “Cosa significa Juventus? Grande rivalità e straordinarie battaglie. Quest’anno hanno fatto una stagione fantastica, avendo una continuità clamorosa. Come Simeone, anche Antonio era un allenatore in campo e ha saputo trasmettere la sua personalità e la propria grinta alla squadra. Più forte questa Juve o quella di Lippi? Sono due squadre fortissime, ma diverse. Magari quella di Lippi aveva Zidane e altri fuoriclasse, questa Juve è più gruppo”.

MOURINHO“José è unico ma anche Conte ha il suo carattere. Se tornerà? Magari in futuro… in fondo ha un rapporto ancora forte con l’ambiente, i tifosi e la famiglia Moratti”.

THOHIR – “Sta conoscendo il calcio italiano, non è facile arrivare da così lontano ed essere subito pronto. Ci sono delle dinamiche da comprendere e lui stesso le sta vivendo sulla propria pelle. Ma il suo obiettivo è far rimanere l’Inter al top e io sono a sua disposizione. Per rivedere una grande Inter ci vorrà del tempo, c’è stato un cambio di proprietà, molti giocatori sono nuovi. Le idee ci sono, ma siamo all’inizio di una nuova storia e bisogna costruire un gruppo dirigenziale competente per tornare protagonisti”.

MAZZARRI – “Il mister ha le sue idee, si è reso conto durante la sua prima stagione di quali siano le difficoltà nell’allenare l’Inter, ma adesso inizierà un nuovo anno con giocatori che conosce e altri che ne arriveranno. Farà bene”.

ICARDI – “Twittare? È più forte di lui (ride, ndr). Comunque Mauro ha capito che, una volta attraversato il cancello della Pinetina, si pensa solo al gruppo e all’Inter. Ci ho parlato spesso, a me piace il dialogo e non le scenate, perché i giovani possono sbagliare e non vanno bruciati al primo errore. Icardi darà una grossa mano all’Inter”.

INTER SENZA MORATTI – “Ma il Presidente c’è ancora; l’Inter è stata, è e sarà sempre la famiglia Moratti. Io ho saputo della cessione la scorsa estate, Moratti mi disse che sarebbe rimasto, ma che era fondamentale per l’Inter ampliarsi e aprirsi al mondo”.

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