Arnautovic: “Inter? Tornerei di certo. Il Triplete momento top della mia carriera”

Arnautovic: “Inter? Tornerei di certo. Il Triplete momento top della mia carriera”

L’ex centravanti nerazzurro ha nostalgia di Milano

di Antonio Siragusano

Soprattutto negli ultimi due anni, il nome di Marko Arnautovic è stato accostato più volte a quello dell’Inter, anche in seguito alle numerose dichiarazioni del fratello e manager su una possibile partenza dal West Ham. Lui che in nerazzurro ha giocato una sola stagione, e che stagione! Quella del Triplete, al servizio di José Mourinho che a quei tempi lo considerava fin troppo giovane e poco maturo per poter diventare in breve tempo un elemento importante della sua rosa. Ma oggi, che l’attaccante austriaco è cresciuto e si è fatto le ossa in Inghilterra, sarebbe pronto a tornare di corsa all’Inter. Ecco la sua rivelazione, nell’intervista realizzata dalla Curva Nord e pubblicata pochi minuti fa sulla pagina facebook ‘L’urlo della Nord‘:

Come va al West Ham?
“Direi bene, il campionato inglese mi piace”.

Che ricordo porti nel cuore dell’esperienza all’Inter?
“Ho tantissimi bei ricordi e prima di tutto il club, era fantastico poi la squadra il mister e tutto lo staff… E poi i tifosi sicuramente una delle tifoserie migliori che ho incontrato nella mia vita.. e il ricordo più bello e stato vincere il triplete nel tripudio nerazzurro”.

Cosa è per te l’Inter? Il momento più bello e il momento più brutto?
“Il miglior momento e stato quando finalmente sono riuscito a giocare per qualche minuto a San Siro, mi sono sentito come a casa, giocare con un club così importante con dei compagni unici ed una tifoseria pazzesca. Il momento peggiore è stato quando sono arrivato a Milano ed ero infortunato ma grazie al lavoro dei medici fisioterapisti sono riuscito a riprendermi totalmente”.

Eri forse troppo giovane?
“Forse ero troppo giovane, per l’Inter di quel periodo, era una squadra fortissima e abbiamo vinto tutto quello che si poteva vincere.. e sicuramente sia a livello personale che professionale è stata un’esperienza unica”.

Il Triplete, Mourinho ed i tuoi compagni?
“I miei ricordi del triplete sono unici, anche se non ho giocato molto, ero molto vicino ai mie compagni.. per quanto riguarda Mourinho è un allenatore fantastico, ho imparato molto con lui, anche se qualche volta non riuscivo a capire perché non giocavo .. tutt’ora siamo in ottimi rapporti”.

Cosa puoi dirci della Curva Nord?
“Penso che la Curva Nord è veramente unica e speciale, seguono con amore e costanza la squadra ti supportano sempre facendoti sentire speciale anche nei momenti di difficoltà e quando colorano lo stadio resti senza fiato”.

Cosa vuoi dire oggi ai tifosi dell’Inter?
“Voglio salutare tutti e ringraziarli per come mi hanno accolto nella famiglia Inter, specialmente devo ringraziare uno dei miei più grandi amici della Curva Nord col quale son rimasto sempre in contatto e che sicuramente capirà che sto parlando di lui quando leggerà questa intervista. Mi spiace non esser riuscito ad organizzarmi per partecipare ai festeggiamenti dei 50 anni che mi dicono esser stati memorabili ma vi seguo sempre con molto affetto”.

Olanda, Italia, Germania e Inghilterra. Che differenze tra i vari campionati, come sono i tifosi?
“Italia, Germania ed Inghilterra sono le tre migliori competizioni e sicuramente quelle più speciali, anche se al livello tecnico ho imparato molto in Olanda. Italia ed Inghilterra secondo me sono uguali, entrambi sono due campionati molto passionali dove i supporter sono molto vicini alla squadra. In Germania gli stadi sono sempre pieni e pazzeschi a livello architettonico ma preferisco per l’atmosfera il campionato italiano e quello inglese”.

L’allenatore più importante della tua carriera?
“Sicuramente tutti gli allenatori per un giocatore sono importanti nella propria carriera sia a livello personale che a livello tecnico”.

La soddisfazione maggiore calcistica che hai avuto?
“Ci sono tanti momenti top nella mia carriera il mio primo gol tra i professionisti, il mio trasferimento all’Inter dove abbiamo vinto il triplete, aver giocato il primo minuto a San siro e il mio primo gol in Inghilterra sicuramente, ce ne sono tanti di momenti belli nella mie carriera”.

Si è parlato spesso del tuo carattere esuberante come il tuo più grosso limite, Mourinho stesso disse che a volte apparivi immaturo, che persona sei adesso?
“Ti vedo preparato ma purtroppo troppo spesso le persone parlano di me e del mio carattere ma non sanno niente su di me, Sicuramente ho un carattere molto particolare ma certamente sono cresciuto nel tempo. Credo che ognuno di noi impara dai propri sbagli. Nel tempo la mia vita è cambiata specie da quando sono diventato padre di due splendide bambine e mi sono sposato con mia moglie Sara”.

Quindi sei pronto a tornare all’Inter per rifarti?
“All’Inter tornerei di certo, voi mi volete?”

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