Candreva: “Icardi è una grandissima persona. Spalletti? Peccato non averlo avuto prima. L’obiettivo è la Champions”

Candreva: “Icardi è una grandissima persona. Spalletti? Peccato non averlo avuto prima. L’obiettivo è la Champions”

Il calciatore nerazzurro si è raccontato in un’intervista a Inter TV

di Donato Cerullo, @donatocerullo

Antonio Candreva è l’ospite di questa settimana di ‘Drive Inter’. Tanti i temi trattati nell’intervista al canale tematico nerazzurro Inter TV: “Da bambino, sognavo di diventare un calciatore. Mi è sempre piaciuto giocare a calco e ho realizzato il sogno. Grazie a mio cugino Gianluca, impegnato nel sociale, l’anno scorso siamo andati a vedere quel poco che è rimasto della città di Ancarano di Norcia, visitando anche le scuole. C’era un progetto di costruire un piccolo centro sportivo e ho deciso di far loro questo regalo”.

SOCIAL – “Sono un po’ all’antica, non ci perdo tanto tempo. Per me è un mondo tutto da scoprire”.

I GOL, LA CHAMPIONS E GLI IDOLI “I complimenti ricevuti dai tifosi sui social fanno piacere, io e Ivan (Perisic, ndr) cercheremo di dare sempre il massimo per questa maglia. Quest’anno non sto segnando e dispiace perché si può essere decisivi facendo gol, è un’emozione unica. Ma non è un mio pallino, a me piace far segnare gli altri. Anche da piccolino, mi sono sempre piaciuti i numeri 10, quelli che facevano l’ultimo passaggio: cito Zidane e Roberto Baggio. Poi ho giocato con Klose, con Pirlo, insomma grandissimi campioni. Come vuole il mister, il nostro obiettivo è la Champions: siamo tutti parte integrante di questo progetto”.

ICARDI – “Mauro è una grandissima persona, un grandissimo centravanti e un grandissimo capitano. Penso abbia ancora margini di miglioramento, siamo fortunati ad averlo con noi. Adesso mi piacerebbe giocare con Messi, il più grande al mondo. Mi ha impressionato più di tutti. In generale, giocando da esterno, mi sarebbe piaciuto assecondare Adriano o Ibrahimovic”.

RUOLO – “Ho iniziato da mezzala-trequartista. Poi nel 2012, con Reja alla Lazio, sono stato provato da esterno e non ho più lasciato quella zona di campo”.

 

GRUPPO – “Ci prendiamo in giro dalla mattina alla sera, scherziamo tanto. Si va al campo e si sta bene, siamo contenti di lavorare insieme. La passione per l’arte tramandata da Berni? Lo conosco dai tempi della Ternana, non pensavo fosse un appassionato. Mi ha fatto capire un po’ di cose e, piano piano, mi ha coinvolto”.

GLI INIZI ALLA LODIGIANI – “Lì otto anni bellissimi, intensi. E sempre lì ho conosciuto i miei migliori amici”.

SPALLETTI – “Con lui ho un bel rapporto, peccato non averlo avuto prima in carriera. Ti tira fuori anche le cose che non pensi di avere, è sincero e leale. Essendo più giovane, avrei potuto avere con lui un processo di crescita migliore visto come si comporta con i giovani che abbiamo. Loro devono apprezzare il fatto di lavorare con uno come lui. Io sto migliorando su vari aspetti che analizziamo sia a quattrocchi che in generale con la squadra”.

LA MUSICA – “Mi piace quella italiana, in particolare Jovanotti. La mia preferita è ‘Ragazzo fortunato’. È una canzone che mi rispecchia, mi ci metto dentro”.

LE NOTTI MAGICHE – “L’arrivo in Champions e la coppa con la Lazio”.

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