Parma-Inter, Spalletti: “Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Nainggolan? È uno da cui mi aspetto una reazione. Keita è out”

Parma-Inter, Spalletti: “Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Nainggolan? È uno da cui mi aspetto una reazione. Keita è out”

L’allenatore nerazzurro ha incontrato i giornalisti alla vigilia del match valido per la 4a giornata del girone di ritorno

di Simone Frizza, @simon29_

Rialzarsi e tornare a correre verso il terzo posto. È questo l’imperativo che l’Inter deve fissarsi in testa dopo essere stata sconfitta sia dal Torino che dal Bologna. Due ko consecutivi che pesano come macigni sulla testa dei calciatori, reduci da un punto in tre partite e col terzo posto tornato a rischio in maniera preoccupante. Domani sera alle ore 20.30 sarà la volta di affrontare il Parma, squadra in grande forma (è reduce dal pareggio per 3-3 a Torino contro la Juventus) e di certo non semplice da battere.

Nel giorno di vigilia del match è tempo di conferenza stampa per Luciano Spalletti, che ha incontrato i giornalisti alle ore 12 per presentare questa delicata sfida. Come di consueto, Passioneinter.com ha riportato in diretta le parole del mister.

Prima di presentarsi ai giornalisti, il tecnico ha risposto ad alcune domande in diretta sulla pagina ufficiale Facebook del club.

SQUADRA – “La squadra lavora sempre alla stessa maniera, nel senso che ci sono cose che vanno ripetute e fatte sempre ed altre modificate e migliorate. L’atteggiamento è quello del calciatore che vuole rimettere a posto delle cose, perché in ballo ci sono le sorti anche della nostra carriera. Di conseguenza si mette a posto solo andando a lavorare in maniera molto più seria e forte”.

PARMA – “È una squadra che ha disegnato la propria tattica in base alle caratteristiche dei giocatori che ha. la società è stata molto brava e precisa nell’andare a scegliere elementi con esperienza, i quali hanno dato subito il tocco di forza mentale per potersela giocare con tutti come stanno facendo”.

EUROPA LEAGUE – “Noi dobbiamo fare una prestazione forte come vuole il momento. Abbiamo davanti ancora moltissime cose e quello che dobbiamo fare è chiaro. È tutto stimolante, si parte dall’andare a riconquistare il pallone per potergli dare un calcio e poi di queste situazioni ce ne sono ovunque. Ci saranno sempre momenti di difficoltà, noi abbiamo un grande privilegio a fare questo lavoro. Si va in campo, si gioca e il risultato mette a posto tutto”.

Ecco poi le risposte date in sala stampa.

COSA SI ASPETTA – “È un momento nel quale, visti i risultati, è lecito mettere in discussione tutto. Poi però si rischia di fare ulteriore confusione, e ci sono cose che vanno difese. Bisogna riuscire a far capire ai calciatori che non è tutto da buttare. Quando non si fanno i risultati i discorsi vanno a zero, perché è quello ciò che conta: riuscire ad andare in campo e fare una prestazione che serva per ripartire. Però ci sono cose che dobbiamo continuare a portarci dietro. Si va là a giocare la partita per fare risultato ma anche mettendoci dei contenuti che ci hanno portato ad essere migliori nel lavoro fatto in questi 18 mesi”.

COME SI RISOLVE – “Bisogna lavorare più sulla testa. Le nuove situazioni tattiche sono piccole modifiche, perché poi lo scorrimento delle partite ha dimostrato che quella che avevamo fatto come scelta è la cosa giusta. È chiaro che in partite come queste in campo bisogna mettere oltre che la tecnica anche un po’ di cuore. È quello che poi riesce sempre a fare la differenza, perché bisogna andare a tirare in ballo l’umiltà e l’orgoglio per la maglia che vestiamo, assumendoci le nostre responsabilità. C’è da lavorare velocemente e con convinzione sulle cose che dobbiamo migliorare”.

COSA PIU’ URGENTE DA MIGLIORARE – “Bisogna farne diverse, non una sola, perché una non basta. Il fatto che la partita di Europa League possa sembrare abbordabile non è così. Noi dobbiamo lottare su ogni pallone, ogni risultato e contro qualsiasi squadra. Come dicevo prima c’è in ballo molta della nostra qualità professionale, e bisogna ritirarsi fuori da questo momento. Le partite, se ci si arriva con la forza mentale che hai e con la squadra in condizione di esprimere il massimo, si possono vincere tutte. La differenza si fa dall’80% in poi, perché a quello ci arrivano tutti. È da quel punto in poi che si fa la differenza. Noi dobbiamo mettere tutte le qualità che abbiamo a disposizione, altrimenti per un dettaglio o per un altro le cose ti vanno contro”.

COSA È MANCATO NEL 2019 – “Come dicevo prima, è mancato l’ultimo pezzetto delle nostre immense qualità. Naturalmente poi ci è successo anche qualcosa che ci ha messo contro dei particolari che hanno ancora peggiorato la nostra performance: infortuni, squalifiche, divagazioni del mercato che non aiuta molto…”.

MIGLIOR ICARDI – Icardi è dentro queste cose che abbiamo elencato e stiamo ribadendo anche adesso. Il talento, il calciatore forte viene sempre in conseguenza del lavoro di squadra. Se la squadra non funziona non c’è bomber che possa rimettere a posto le sorti. Può fare quel gol che può aiutare per quel punticino lì dando un contributo come fanno tutti, ma è tutto l’assieme che dobbiamo riuscire a far migliorare”.

POCHI GOL – “In base alle analisi che abbiamo fatto ci sono giocate che avrebbero meritato conclusioni diverse. E in base a delle statistiche abbiamo tirato molto più in questo periodo che tempo fa. Sta tutto poi nel riuscire a prendere il massimo dai momenti della partita e dagli eventi che succedono. Come dicevo prima questi particolari non siamo bravissimi a sfruttarli, è sempre lo stesso discorso. Noi dobbiamo andare a fare una prestazione importante, facendo delle piccole missioni dentro la partita dove portiamo a casa il risultato. Nelle corse, nei contrasti, nei duelli fisici fatti di colpi di testa. Sulle palle inattive ad esempio siamo più forti di quanto stiamo facendo vedere ora, sia nel fare gol che nel non subirli. Se ne esce solo attraverso il lavoro, analizzando velocemente con onestà e lucidità quello che vogliamo fare”.

PAROLE MAROTTA – “Per me è sempre stato allo stesso modo, non so cosa abbia detto di diverso in questa settimana. Per me il messaggio è sempre stato lo stesso. In estate noi ci siamo legati per tre anni perché eravamo consapevoli che davanti ci sarebbe stato da fare un percorso che avrebbe richiesto tempo per riuscire a portare il discorso dove molti si aspettano e dove noi vogliamo portarlo. E per quanto mi riguarda le cose non sono cambiate: se non sono cambiate neanche per la società mi fa piacere, ma per me e la squadra non c’è nessuno che ci potrà aiutare nello sviluppo della partita, così come nessuno ci potrà fermare rispetto a ciò che vogliamo realizzare. Quindi andiamo in campo per onorare maglia, tifosi, club, la mia carriera, me stesso, la professionalità e il rispetto per tutti coloro che lavorano nell’Inter. Le risposte le dobbiamo dare anche a voi, ma quelle importanti dobbiamo darle in partita. Poi è chiaro che come alludeva lei ci siamo dentro con tutti e due i piedi, perché la situazione ora vuole che si facciano risultati e velocemente”.

KEITA E NAINGGOLAN – Keita sarà a disposizione dalla prossima partita. Poi è chiaro che quando si ha un periodo di inattività abbastanza lungo serve anche un po’ di tempo per recuperare tutte le proprie qualità. Però avendolo a disposizione può darti anche un contributo per 15-30 minuti. Nainggolan l’ho visto meglio e ancora di più negli allenamenti. È uno di quelli da cui mi aspetto grandi reazioni e grandi cose perché ha un passato dove può dare qualcosa a questa squadra come esperienze vissute e momenti fatti di difficoltà di risultati. È uno che sa gestire le pressioni per quello che ha vissuto”.

BORJA VALERO – “Non è a disposizione, vedremo se lo sarà per l’Europa League. Quando c’è un infortunio che sembrava più leggero ma poi non si riesce a recuperare c’è da valutare quello che verrà fuori. L’infiammazione che ha avuto sembrava più leggera”.

BASTONI – “Una società come l’Inter ha diversi calciatori ed è costretta ad avere giocatori da prestare e da scambiare che poi ci si trova anche contro. Sono giovani forti e calciatori emergenti che fanno parte del nostro club e che hanno questa possibilità di sviluppare le loro qualità. È chiaro che Bastoni è un calciatore forte e ci metterà tutto quello che ritiene opportuno per farci vedere che può essere utile anche a noi”.

“Volevamo fare un discorso di vicinanza alle famiglie di Manuel Bortuzzo e di Emiliano Sala. Sono cose che rendono impotente e non dovrebbero succedere. Diamo un abbraccio ad entrambe”, ha poi concluso il mister.

LEGGI ANCHE – A tutto Rakitic, il croato vuole lasciare il Barcellona. L’Inter al lavoro: ecco la strategia nerazzurra

Tutte le news sull’Inter in tempo reale: iscriviti al canale Telegram di PassioneInter.com

VIDEO – Da Modric a Rakitic, è un’Inter che vuole continuare a parlare croato

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy