Lukaku su Conte: “Quella volta con lo Slavia è stata una lezione: e che allenamenti! I miei tecnici preferiti? C’è anche Mou”

Lukaku su Conte: “Quella volta con lo Slavia è stata una lezione: e che allenamenti! I miei tecnici preferiti? C’è anche Mou”

Il bomber nerazzurro si è ambientato perfettamente nel mondo nerazzurro

di Lorenzo Della Savia, @loredstweet

Nel corso di un’intervista per un podcast calcistico di Sky Sports UK, Romelu Lukaku ha parlato della prima metà di stagione all’Inter agli ordini di Antonio Conte: “Vedo tutti entusiasti intorno a noi – ha raccontato – Però nello spogliatoio siamo molto concentrati. Ed è una buona cosa: ricordo i primi allenamenti, non ero abituato a questi livelli di intensità. Si dice che la Premier League sia un campionato fisico, ma nessuno di allena così duramente come in Italia. Nelle prime due settimane dicevo al mio agente che soffrivo molto in allenamento, perché non l’avevo mai fatto così, però Conte era sempre lì a sostenerci. Per me questa è una cosa molto speciale: a volte gli allenatori stanno lì a scherzare, mentre lui è lì che ti sprona a dare il massimo e ad allenarti al meglio. E’ per questo che noi non molliamo mai, fino alla fine. Finalmente, posso raggiungere il mio pieno potenziale”.

Di Conte, poi, gli è stato anche chiesto se non sia una persona da far arrabbiare. E Lukaku ha risposto così: “Assolutamente no (ride, ndr). E poi è un allenatore che ti dice le cose in faccia: contro lo Slavia Praga ho giocato malissimo, e alla fine della partita me l’ha detto davanti a tutta la squadra. Non mi era mai capitata una cosa del genere. La gara successiva è stata il derby di Milano, una delle mie migliori partite finora: il suo schiaffo mi ha aiutato molto. Tratta tutti allo stesso modo: se lavori bene giochi, altrimenti no”.

Infine, una parentesi su altri allenatori che – in carriera – lo abbiano colpito: “Roberto Martinez e Ronald Koeman – afferma – Ma anche Antonio Conte e José Mourinho sono dei grandi: quest’ultimo avrebbe potuto fare meglio se avesse avuto i giocatori che voleva. Poi devo menzionare Steve Clarke: mi ha fatto esordire in Premier League a 19 anni. E poi non posso dimenticare il mio allenatore all’Anderlecht, che mi ha fatto giocare quando ero giovanissimo. Sono un ragazzo dalla mentalità aperta, alla fine devi fare quello che ti chiede il tuo allenatore: non ho mai avuto problemi con nessuno. E penso che questo dimostri la mia professionalità”.


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