EDITORIALE – Inter favorita? Una fava

EDITORIALE – Inter favorita? Una fava

Il consueto editoriale del lunedì sera, stavolta costretto a rispondere a chi vede l’Inter in rampa di lancio per una stagione da scudetto. Fermo restando che il tricolore è e dev’essere (giustamente) un bellissimo sogno, tradurre adesso questa fantasia onirica in una speranza concreta è semplicemente folle e spieghiamo perché

intervista icardi

Sono passate 48 ore dalla sfida col Palermo terminata con un 1-1 che ha portato con sé un certo retrogusto di rimpianto e, nel frattempo, la Roma ha battuto la Fiorentina issandosi da sola al comando della classifica di Serie A così come anche il Napoli ha saputo battere il ChievoVerona e agganciare l’Inter, la Lazio vittoriosa sul Torino e la Viola al secondo posto provvisorio. In soldoni, tutto ciò sta a significare che c’è un quintetto di testa, comandato dalla truppa di Garcia, che vede i capitolini immediatemente inseguiti dai quattro moschettieri precedentemente elencati e dunque, nonostante sia ancora prestissimo, ci sono ampi segni premonitori di una possibile grande bagarre che si potrebbe scatenare per l’assegnazione dello scudetto 2015/2016.

Questo affollamento ai piani alti della graduatoria del campionato non ha fatto altro che, questione Rossi-Márquez permettendo, scatenare fin da ora tutto un turbinio di chiacchiere attorno a chi è o non è favorito per il successo finale. Al di là della sterilità intrinseca del rituale mediatico su “chi vincerà” praticato appena a fine ottobre e nonostante il comunque innegabile divertimento che questo abituale dibattito comporta, la maggioranza degli esperti chiamati a commentare le cose di Eupalla è concorde nel ritenere la Roma di Garcia la principale favorita per la vittoria del tricolore, anche perché già in estate i giallorossi erano considerati come i principali contender di una Juventus campione uscente che, alla fin fine, nessuno poteva pensare fosse così in ritardo dopo solo una decina (scarsa) di partite.

Ciò nonostante, soprattutto in virtù del primo – e tutto sommato anche parzialmente illusorio – filotto di cinque vittorie in altrettante partite messo a segno dall’Inter, s’è fatta strada tra i vari opinionisti, giornalisti, commentatori e così via una minoranza eretica di pensatori che ritengono la Beneamata una possibile e concreta candidata per il tricolore che si assegnerà il prossimo maggio. A questo coro s’è unito nei giorni scorsi anche don Fabio Capello, pronunciatosi in favore della banda Mancini perché – con tutta probabilità – rivede in questa incarnazione del Biscione alcuni dei capisaldi, in verità ancora ampiamente perfettibili dai nerazzurri, che negli anni hanno fatto anche la sua fortuna (primo: non prenderle, secondo: organizzazione tattica, terzo: correre sempre e comunque). Ora, nonostante l’autorevolissimo parere del fresco ex CT della Russia, il quale è peraltro rimasto allenatissimo sulle vicende del calcio europeo tutto e dimostra di essere ancora ampiamente aggiornato sulla Serie A, considerare l’Inter una seria pretendente al trono tricolore resta un’autentica follia.

Le mancanze che la compagine meneghina ha denunciato nelle ultime quattro uscite (le cui avvisaglie erano peraltro ravvisabili anche nelle cinque sfide precedenti) appaiono infatti una zavorra troppo grande perché l’Inter possa davvero competere ad armi pari sul lungo periodo con squadre come la consolidata e rinforzata Roma di Garcia (che, è vero, in Europa balbetta un po’ ma in Italia assai meno) o il lanciatissimo Napoli di Sarri, probabilmente l’ensemble che gioca il miglior calcio d’Italia in questo momento. In un’ipotetica griglia di favorite per il campionato, infatti, la Beneamata non solo si piazzerebbe alle spalle di queste due formazioni ma, probabilmente, dovrebbe sistemarsi anche dietro alla Lazio, alla Fiorentina e – tutto considerato – alla Juventus (che è sì attardata ma possiede un potenziale tecnico superiore a quasi tutte le altre società di Serie A). Ne consegue che l’obiettivo più volte sbandierato da tutti gli appartenenti al mondo Inter (dai calciatori ai massimi dirigenti), ossia un piazzamento finale che garantisca la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, non è solo il traguardo societario ma anche l’ambizione più realistica e in assoluto più proporzionata a quello che è attualmente il valore del Biscione.

Questi sono fatti, non opinioni: una squadra che nell’ultimo anno solare è stata così profondamente rinnovata negli uomini e nello stile di gioco (e più di una volta!) ed è reduce da piazzamenti non proprio onorevoli negli ultimi tre campionati difficilmente può aspirare al podio da subito: ci si può forse accontentare di quanto, in effetti, l’Inter ha già fatto fino ad adesso, che non è per niente male. Ma pensare realmente che la Beneamata possa competere per lo scudetto già quest’anno, oggettivamente, è un’idea piuttosto balzana, per non dire slegata dalla realtà in cui il Biscione versa attualmente.

Poi, ovviamente, se gli uomini del Mancio migliorassero sensibilmente il loro gioco in un breve arco di tempo e, non voglia il Cielo, godessero anche di qualche colpo di fortuna estemporaneo in quelle gare dove sbloccare la situazione appare a un tratto quasi impossibile, si potrebbe anche iniziare lecitamente a sognare in grande.

Ma non è ancora venuto il momento.

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