EDITORIALE – Un Sant’Ambrœs davanti a tutti

EDITORIALE – Un Sant’Ambrœs davanti a tutti

Una vittoria fondamentale. Niente di più, niente di meno. I tre punti colti dall’Inter sabato sera contro il Genoa hanno un’importanza capitale perché, al di là del ritrovato primato in classifica che pure è importante, hanno confermato che il Biscione è una delle squadre attualmente più in forma di tutto il campionato, forse persino la più in forma. Il dato è incontrovertibile soprattutto se si considera, ancora una volta, come è arrivata l’unica sconfitta degli ultimi tre mesi (e di cui si è già parlato in abbondanza) e i quindici punti arrivati nelle ultime sei (media di 2,5 a partita, da scudetto e oltre).

La sensazione è che il match contro i ragazzi dell’ex Gasperini – anche se persino lui ha ormai ammesso che la sua esperienza alla Beneamata è ormai una «storia vecchia» – sia stato uno di quegli snodi fondamentali ma imprevedibili di una stagione impossibili da riconoscere come tali nel mentre ma poi più facilmente individuabili a posteriori. Il perché è presto detto: al netto dell’atteggiamento più che positivo avuto fino al termine del recupero, è comunque innegabile che al San Paolo l’Inter abbia perso. E reagire a un ko tutto sommato immeritato è a volte persino più complesso che reagire a una sconfitta sacrosanta, perché la delusione può frenare la voglia di riscatto che, normalmente, scaturisce naturalmente dalla sorgente dell’orgoglio dopo che si subisce un’umiliazione.

Tuttavia la banda Mancini ha saputo rialzare la testa e mettere in chiaro fin dai primissimi minuti – dato più unico che raro, negli ultimi anni – le proprio intenzioni, attaccando a tutto spiano un Grifone incerottato arrivato in quel di Milano cercando punti per rilanciarsi un po’ in classifica. Questo tipo di reazione immediata è una delle ragioni per cui vincere, sabato, è stato così importante: cogliendo il bottino pieno al fischio finale, i giocatori hanno avuto la sensazione che i loro sforzi di mettere sotto il Genoa per tutta la gara fossero stati finalmente premiati ed è un primo dato da non sottovalutare.

Inoltre, più ovvio ma non scontato, dopo aver perso, è sempre importante ricominciare a macinare punti, meglio se con una vittoria anziché un pareggio e anche questo obiettivo è stato spuntato dai nerazzurri dopo il fischio finale dell’altro giorno. Infine, ultime ma non per importanza, altre due ragioni centrali del grande valore della sfida contro il Genoa: il recupero immediato del clean sheet casalingo (Handanović, a San Siro, continua ad aver preso gol solo contro la Fiorentina) e la qualità del gioco che segue a crescere, magari non di molto, ma costantemente. A tutto ciò, tra le note liete minori, possiamo anche annoverare il ritorno immediato – ancorché fortunoso – al gol di Ljajić in un contesto più appagante della Napoli di una settimana fa, una ricompensa per gli sforzi innegabili e per lo stato di forma recente che il giovane serbo sta esprimendo in questo momento.

In attesa degli impegni dicembrini che chiuderanno questo 2015 iniziato in maniera misteriosa e, per ora, in procinto di concludersi in un modo tanto inatteso quanto gradito (rimanendo presumibilmente sul podio fino a gennaio, s’intende) ci godiamo un ponte dell’Immacolata davanti a tutti dopo tempo immemore dall’ultima volta. E, per una squadra milanese, poter festeggiare al meglio il giorno di Sant’Ambrœs ha sempre un’importanza particolare…

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