FOCUS – La rivoluzione targata Suning: l’Inter torna a pensare in grande

FOCUS – La rivoluzione targata Suning: l’Inter torna a pensare in grande

Ripercorriamo gli ultimi mesi vissuti in casa Inter, con la svolta Suning, la separazione da Mancini ed il calciomercato.

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Era l’8 maggio e all’indomani della vittoria conquistata contro l’Empoli, Erick Thohir, intervistato da “Class Cnbc”, parlava così:

“Mercato? Dobbiamo rispettare il Financial Fair Play e raggiungere i parametri Uefa. Quest’anno siamo stati in linea”.

[Erick Thohir]

Insomma il magnate indonesiano non aveva lasciato molte speranze ai tifosi nerazzurri. “Cedere per acquistare“, questo era il mantra che ogni sostenitore della Beneamata aveva ormai imparato a memoria e dunque c’era pochissimo spazio per fare voli pindarici e sognare acquisti che potessero davvero far compiere un salto di qualità decisivo alla squadra.
Fino a quel momento lo stesso Mancini sembrava ben saldo sulla panchina interista, anche se i primissimi segnali di insofferenza cominciavano già a palesarsi:

mancini mazzarri

Se sono tutti felici, rimango. Non voglio essere un problema, devo parlare ancora con il presidente Thohir.
Mi piacerebbe fossero felici anche i tifosi della mia permanenza in nerazzurro”

[Roberto Mancini]

Un Mancini sibillino, forse già consapevole del fatto che la luna di miele con l’ambiente interista stava per terminare. Da quel momento in poi infatti, è iniziato un periodo tormentato, fatto di strappi e cuciture (in realtà mai troppo convinte ) che hanno portato all’inevitabile conclusione del rapporto tra l’Inter ed il tecnico di Jesi.
Prima però di arrivare al momento della rottura definitiva, è necessario fare un passo indietro e citare l’evento che ha determinato un cambio netto nella storia recente del club di Corso Vittorio Emanuele: vale a dire l’acquisto da parte del Suning Group della maggioranza dell’Inter.
Una svolta epocale, maturata nel giro di poche settimane, con Zhang Jindong diventato il nuovo padrone del club nerazzurro. Da quel momento in poi l’estate interista è diventata una gigantesca altalena che ha visto protagonisti da una parte Roberto Mancini e dall’altra Erick Thohir e la nuova proprietà. Il tecnico di Jesi non si sentiva più coinvolto nelle scelte di mercato, non avvertiva la piena fiducia della società ed il finale del giallo non poteva che essere già scritto:

Risoluzione Mancini

 

Una decisione che era nell’aria da tempo, concretizzatasi solamente l’8 agosto – a due settimane dall’inizio del campionato – in colpevole ritardo. Pochi giorni più tardi poi, la proprietà cinese ha annunciato l’arrivo di Frank De Boer sulla panchina dell’Inter ed è ufficialmente iniziata la nuova era targata Suning Group.

In queste settimane i segnali arrivati dalla nuova proprietà sono stati tanto importanti, quanto chiari:

MERCATO DA PROTAGONISTI  – Dopo stagioni nelle quali eravamo stati abituati ad agire di rimessa, ad accontentarci delle seconde o terze scelte, in questa sessione di mercato siamo tornati ad essere di nuovo protagonisti. Al di là delle valutazioni di natura tecnica, ciò che non si può fare a meno di apprezzare è la potenza economica che il colosso cinese ha messo in campo. Nel giro di 24 ore, con un tweet dal significato simbolico molto importante, l’Inter è tornata ad essere l’Inter, quella vera.

gabi j

In questi 140 caratteri è racchiuso il manifesto della nuova Inter: con gli acquisti di Gabigol e Joao Mario infatti, il club di Corso Vittorio Emanuele non ha solo acquistato due calciatori dal grandissimo potenziale, ma ha piazzato un colpo ancora più importante per il futuro nerazzurro, vale a dire “l’ambizione”. L’Inter è tornata a pensare in grande, si è riposizionata sulla cartina europea del calciomercato, guadagnando nuovamente quella credibilità che sembrava ormai perduta.

LA FORZA DEL “NO” – In queste settimane di guida Suning ci sono stati due episodi che hanno segnato in maniera davvero marcata la rivoluzione messa in campo dalla nuova proprietà. Il riferimento è alle vicende legate a Icardi e Brozovic. Entrambi i calciatori avevano importanti richieste da club del nostro campionato (Napoli e Juventus), ma la società ha dimostrato la sua forza trattenendo a Milano sia l’argentino che il croato.
Può sembrare un atto quasi dovuto, ma in realtà la portata di questa presa di posizione della proprietà è stata per certi versi storica. Diciamocelo francamente, in altri tempi i due calciatori sarebbero stati ceduti a prezzi inferiori al loro reale valore e si sarebbe festeggiato al grido di “Viva la plusvalenza“. Con Suning però la storia è cambiata e chi conduce il gioco è la società, non più i calciatori. Siamo noi a decidere se vendere e a chi vendere, non siamo più vittime dei ricatti di questo o quel procuratore. Finalmente possiamo far valere la forza del “no” e a volte certi “no” hanno un significato davvero importante.
Chiaramente ad entrambi i calciatori verrà adeguato il contratto in essere, ma questo è normale nel calcio di oggi. In ogni società del mondo funziona così e dunque riconoscere ad alcuni degli elementi più importanti della rosa un aumento di ingaggio non deve assolutamente essere interpretato come un segnale di debolezza.

COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO – Dunque la svolta impressa dalla nuova proprietà è evidente ed i motivi per essere fiduciosi sono molteplici. Di certo questi primi mesi di Suning non sono stati privi di errori: la vicenda Mancini è stata gestita male e si è trascinata per troppo tempo, mentre la rosa, nonostante i molti soldi investiti, continua a presentare diverse lacune. Dunque non è tutto oro quel che luccica, ma non si poteva pretendere che Suning riuscisse a mettere una toppa, in pochissimo tempo, a tutti gli errori commessi negli anni passati.

de boer zhang thohir

La nuova proprietà ha il sacrosanto diritto di sbagliare: quel che conta è che l’Inter è tornata ad avere una guida ambiziosa e al di là di quel che accadrà nel corso di questa stagione, finalmente il tifoso interista comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Possiamo tornare a sognare, possiamo tornare ad immaginare un’Inter competitiva per i massimi traguardi. La strada intrapresa è quella giusta, ora serve solo pazienza, ma la rivoluzione Suning è iniziata e presto darà i frutti sperati.

 

 

 

 

 

 

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