ESCLUSIVA – Mandorlini: “Allenare l’Inter? Verrei anche a piedi! Prima di Icardi bisogna pensare al bene del club”

ESCLUSIVA – Mandorlini: “Allenare l’Inter? Verrei anche a piedi! Prima di Icardi bisogna pensare al bene del club”

L’ex calciatore nerazzurro si racconta ai nostri microfoni: “Io sono da sempre tifoso di questi colori, allenarli sarebbe un sogno”

di Simone Frizza, @simon29_

Sette anni di permanenza, uno Scudetto (quello ‘Dei Record’, con Giovanni Trapattoni) una Coppa UEFA e tanto amore, mai terminato, per i colori. Andrea Mandorlini, ex calciatore dell’Inter nonché grande tifoso nerazzurro, è stato raggiunto dai microfoni di Passioneinter.com per parlare del momento attuale della squadra, della sua carriera e di quella Coppa UEFA vinta nel 1991 sconfiggendo, tra le altre, proprio il Rapid Vienna che l’Inter affronterà giovedì sera.

Nel 1990-1991 lei vinse la Coppa UEFA eliminando anche il Rapid Vienna, prossimo avversario dell’Inter in Europa League. Secondo lei la squadra di oggi potrebbe replicare il percorso che fece il suo gruppo vincendo la coppa?

“Mi piacerebbe e glielo auguro con tutto il cuore. Ogni storia ha un suo perché, noi col Rapid al ritorno se non sbaglio giocammo in campo neutro, a Verona. Ho ben presente quelle serate lì, io credo che l’Inter, al di là di quello che è stato il passato, ha tutto per poter raggiungere la finale di questa competizione e poi giocarsela. È una competizione che è tornata in auge anche grazie al prestigio delle squadre che scendono dai gironi di Champions, come ad esempio il Chelsea. Credo che sia un’Europa League rivalutata, molto competitiva e difficile”.

Vede delle similitudini tra questa Inter e quella in cui giocò lei?

“È difficile, ogni stagione è a sé. Noi quell’anno, al di là della partita con il Rapid Vienna, rimontammo forse la partita chiave con l’Aston Villa, dove ribaltammo lo 0-2 subito vincendo 3-0 in casa. Tante cose devono anche girare nel verso giusto in una competizione così. Però, ripeto, l’Inter ha tutto per arrivare in fondo”.

Lei si rivede in qualche giocatore dell’Inter attuale?

“Non saprei, io facevo un po’ tutto, il libero, il terzino, il mediano. Ero un po’ universale, dove mi metteva il Trap cercavo di giocare. Forse un giocatore che gioca diversi ruoli, magari Gagliardini anche se dietro non ha mai giocato. Faccio fatica a fare delle similitudini. Sono aumentati i ritmi, anche da allenatore lo noto, però al di là di ciò che è cambiato credo che quest’anno l’Europa League sia molto agguerrita con squadre davvero forti, quindi bisogna essere al top nel momento cruciale della stagione come ora. Si entra nel clou della stagione quindi bisogna trovare le massime energie dalla squadra, dallo staff e dai tifosi”.

Oltre alla Coppa UEFA nel ’91 lei vinse anche il famoso Scudetto dei Record con Trapattoni. Quando pensa che questa Inter possa davvero tornare a lottare per il titolo?

“Torno un po’ a quello che dicevo prima, mi auguro il prima possibile. Quest’anno credo che sia impossibile, però la squadra si è anche rinforzata tantissimo. Non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche in società con l’avvento di Marotta che è un grandissimo dirigente, uno dei migliori. Farà di tutto per costruire una grande squadra che lotti fin da subito per il traguardo più ambito ovvero il campionato italiano. Credo che l’Inter si sia strutturata, è una società forte ed ha calciatori importanti, quindi tutti insieme potranno prima, più che poi, tornare a vincere”.

In questi giorni ci sono tante polemiche legate al rinnovo di Mauro Icardi. L’Inter, a giugno, dovrebbe accontentarlo e tenerlo o cederlo?

“Magari sarò monotono, però ripeto che l’Inter ora ha dirigenti in gamba. Marotta agirà per il bene innanzitutto del club. Sicuramente Icardi è un calciatore importante che fa tanti gol, è sempre difficile privarsi di un attaccante così, però ripeto che davanti a tutto c’è il bene del club e credo che la società si muoverà in questo senso. Il direttore e chi dovrà decidere lo farà nella maniera migliore”.

Spalletti sì o Spalletti no? Giusto proseguire con lui o cambiare la guida tecnica del progetto nerazzurro?

“Io non mi permetto di dire se sia giusto o sbagliato. Vedo il presente, dopo un momento felice è chiaro che nelle stagioni arrivano anche i momenti negativi come questo. Però poi ci sono partite da giocare, dimenticando in fretta e portando a casa i risultati. Credo che sia quella la molla che può far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. I risultati, per tutti gli allenatori, non solo per Spalletti, sono importanti. La società è molto brava, non solo per Marotta ma anche Gardini e tutti gli altri che sono più bravi di me a fare queste valutazioni. Sicuramente programmeranno nel modo giusto”.

Lei è mai stata contattata per allenare l’Inter dopo l’arrivo di Suning?

“No, sinceramente no, sarebbe un sogno ma non sono mai stato contattato. Credo che i profili da Inter siano sempre stati diversi, anche se magari qualcuno poteva anche essere evitato… Però va bene così, quel che conta è il bene della società e della squadra. Tutti devono tirare dalla stessa parte perché quest’anno è una stagione importante: al di là della Coppa Italia dove siamo usciti l’Europa League è lì e ci sono tutte le possibilità per poter arrivare in fondo”.

Se mai le capitasse l’opportunità si sentirebbe pronto per allenare l’Inter?

“Ditemi quando devo partire, anche a piedi, scalzo (ride, ndr). A parte le battute non è una colpa essere bambini: io sono da sempre tifoso di questi colori, ho avuto la fortuna di giocarci e forse sarebbe chiedere troppo anche allenarli. Però mai dire mai, vedremo in futuro”.

LA REDAZIONE DI PASSIONEINTER.COM RINGRAZIA ANDREA MANDORLINI PER LA DISPONIBILITÀ E LA CORTESIA MOSTRATE DURANTE TUTTO IL CORSO DELL’INTERVISTA.

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